Sanremo fa due “conti” con i talent: strategia salva-canone

15 dicembre 2015 ore 13:02, Luca Lippi
Sanremo fa due “conti” con i talent: strategia salva-canone
Ci siamo? Diremo di no visto che parliamo di una manifestazione televisiva che andrà in onda a febbraio, ma come ogni cosa nazionalpopolare il clamore e la scia è lunga dal cappello alla coda. Argomento “Festival di Sanremo” di cui se ne parla già da tempo (è stato nominato!) come insulso esempio di indebito obbligo al prelievo di un canone Rai in bolletta della luce che annovera fra i detrattori diversi milioni di italiani in più rispetto al solo anno in corso. Qualcuno dirà che sono le vecchie generazioni che “mantengono” in vita la Rai e il suo canone anche attraverso la visione del Festival, ma nella realtà questo non è vero! Sono proprio i giovani che hanno rinverdito la popolarità del festival di Sanremo, e la statistica non mente. Facciamo ordine e comprendiamo il perché ci permettiamo di affermare quanto sopra.  La novità di tutte le novità è che il Festival dopo una flessione “storica” ha ripreso a “volare” sotto il tappeto delle note proprio grazie ai giovani (e non parliamo di giovani proposte). Il festival per recuperare spettatori si è convertito lentamente ai talent (Amici, X Factor e alla lontana, anche Music Farm). La conversione è stata obbligata soprattutto per richiamare l’attenzione dei giovani (quelli che non vogliono pagare il canone perché non seguono programmi stracotti come il festival). Quest’anno poi, oltre inserire cantanti provenienti dai talent, sono stati aggiunti anche i giudici di questi Talent e allora la festa è ancora più grassa. 
I numeri: dal 2009 a oggi cinque vincitori di Sanremo su sette provenivano da talent show (nello specifico, tre da Amici di Maria De Filippi, uno da X Factor e uno da Ti lascio una canzone). Si doveva uscire dalla crisi e i discografici (forse turandosi il naso) per interrompere la crisi di una vetrina fondamentale (il Festival di San Remo appunto)al suo culmine negativo nel  2008 (share a picco, fino al 36,56 per cento), ha dovuto cambiare registro insieme alla direzione artistica della “vetrina stessa”. Il timone della kermesse passa dallo stracotto Pippo Baudo a Paolo Bonolis, lo “sperimentatore” che apre le porte a Marco Carta, neovincitore di Amici. Un concorrente proveniente dai talent sui 16 in gara, per una “quota” del 6%, finisce pure che quel concorrente vince il Festival e da quel punto c’è la svolta! L’anno successivo saremo ha tre concorrenti provenienti da talent su 15 (20%), poi per tre anni consecutivi tre su 14 (21%), prima di scendere a due su 14 nel 2014, ultima gestione di Fabio Fazio. Si sale vertiginosamente con Conti che, in nome della finta restaurazione baudiana, innalza a 20 il numero dei cantanti in gara, ma siccome di Baudo ha solo la nomea recluta cinque figli di talent (25%). Con l’edizione 2016 si passerà a sette su 20 (35%), addirittura 12 su 20 se si allarga il conteggio ai cantanti che a vario titolo hanno preso parte a talent/reality (da Morgan, giudice per eccellenza di X Factor, a Dolcenera, già reduce da Music Farm). Non è una deriva, è uno tsunami vero e proprio!
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Alla fine, eccoci alle porte della 66esima edizione del festival di Sanremo, per il quale i giovani contestatori del canone devono piegarsi al balzello di Stato giacché sono loro ad averlo fatto riemergere smaniosi di seguire i loro idoli televisivi. Carlo Conti torna da presentatore e direttore artistico presentando la lista di 20 Big, polemiche sui presenti e sugli esclusi illustri, ma fa parte del pacchetto. La presentazione come lo scorso anno avviene in diretta dall’arena di Giletti, si parte con i primi 4 nomi, sono poco conosciuti ed il pubblico sembra lamentarsi. Ci sono Debora Iurato e Giovanni Caccamo, vincitore tra i giovani lo scorso anno ma già evidentemente dimenticato dal pubblico. E poi Noemi con “La borsa di una donna”, “Noi siamo infinito” di Alessio Bernabei, ex Dear Jack. E poi la prima grande novità, dopo anni di assenza sia da Sanremo che dalla musica in generale ritorna  sul palco dell’Ariston Enrico Ruggeri vincitore nel 1987, insieme con Morandi e Tozzi, con “Si può dare di più”; quest’anno punta sul sentimento con “Il primo amore non si scorda mai”. Dopo la parentesi da valletta dello scorso anno assieme ad Emma, torna sul palco anche Arisa con “Guardando il cielo”. Promosso nella categoria superiore anche Rocco Hunt che porta la canzone “Wake up” e, anche se senza Bernabei, non rinunciano a ritornare sul palco i tre Dear Jack con “Mezzo respiro”.  Altro colpo di scena la presenza degli Stadio con “Un giorno mi dirai”. Patty Pravo per festeggiare 50 anni di carriera non poteva fare altro che scegliere il palco dell’Ariston con “Cieli immensi”. Tra i venti Big scelti dalla commissione capitanata da Conti ci sono anche Lorenzo Fragola (Infinite volte), Annalisa (Diluvio universale), la figlia di Zucchero Irene Fornaciari (Blu), gli Zero Assoluto (Di me e di te) e Clementino (Quando sono lontano). Non ci si aspettava forse il nome di Valerio Scanu, già vincitore nel 2010 con “Per tutte le volte che”, e anche per tutte le volte che risale su un palco.  Grande ritorno e grande reunion quella di Morgan con i Bluvertigo con “Infinitamente”. Giovanissima dotata di una gran voce Francesca Michielin canta “Nessun grado di separazione”. Ultima canzone della lista dei big è “Vincere l’odio”, il grande ritorno di Elio e le storie Tese, al loro terzo Sanremo (Bluvertigo e Elio valgono tutta la manifestazione!).  Ancora top secret le vallette che accompagneranno Conti dal 9 al 13 febbraio. 
Ecco, ora sappiamo perché paghiamo il Canone Rai.

autore / Luca Lippi
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