Salva-banche, ma Padoan anche Salva-Bankitalia e Consob

15 dicembre 2015 ore 23:58, Luca Lippi
Salva-banche, ma Padoan anche Salva-Bankitalia e Consob
Il ministro delle finanze Pier Carlo Padoan intercettato da “Radio Anch’io” ha risposto a tutte le domande e soprattutto ha ribattuto punto su punto riguardo la questione che in questi ultimi giorni è sotto i riflettori di tutti, e cioè il rapporto incrinato fra risparmiatori e sistema bancario. Nella sostanza è proprio su questo che il Ministro cerca di far riflettere, ma senza spostare o tentare di farlo, l’attenzione. "Le istituzioni sono solidali e forti. Piena fiducia a Bankitalia e Consob", l’affermazione di Padoan è intelligente e acuta, seppure sollecitato riguardo il fallimento e conseguente salvataggio di CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria e Banca delle Marche, correttamente scinde la responsabilità degli organi di controllo dalla responsabilità dei manager delle quattro banche sui quali c’è anche l’indagine delle Procure competenti per territorio. Padoan sottolinea la buona fede e la competenza (come biasimarlo visto il ruolo) di Palazzo Koch e dell'Autorithy dei mercati finanziari: “L’attività di vigilanza non è messa in discussione”, e cerca di schermare le Istituzioni dai peana e gli strali lanciati contro dai populisti di professione e da questi ultimi trascinati, investitori “inconsapevoli”.
Per Roberto Nicastro, presidente delle "nuove" quattro banche ripulite dai crediti in sofferenza, i problemi che hanno coinvolto i risparmiatori delle 4 banche in crisi "sono un fenomeno acuto ma fortunatamente molto più circoscritto" di quanto paventato inizialmente.
Ovviamente dal punto di vista politico, il Ministro Padoan non ha potuto non prendere una posizione anche sulla questione che sta investendo il Ministro Maria Elena Boschi: “La ministra Boschi uscirà alla grande da questa questione perche non c'è nulla da nascondere” con questo non intende entrare nel merito del conflitto di interessi che interesserebbe la Boschi, quanto sul fatto che sono state avviate regolari verifiche, ancora in corso, per individuare l’origine delle cause del fallimento di banca Etruria come delle altre banche, e a tale proposito Padoan ribadisce: “Se ci sono state responsabilità individuali le verificheremo", ma non si può "fare lo scaricabarile" e "imbrattare" l'intero sistema. Riguardo le richieste dei risparmiatori e delle associazioni di difesa e di categoria allarmati sulla questione, Padoan si limita a dichiarare: “E' ancora presto per parlare di soglie, bisogna mettere in moto un meccanismo di tipo arbitrale, cosa che faremo. Vorrei pregare di evitare di dare numeri. L'unico numero su cui adesso siamo sicuri è che ci sono 100 milioni che vengono dal sistema bancario per questo strumento" e che l'intervento andrà mirato "ai più deboli”.

Nicastro, presidente delle quattro nuove banche nate dalle ceneri della banche fallite intanto fa il punto della situazione allo stato attuale delle cose e afferma: “Stiamo facendo una ricognizione del fenomeno e abbiamo diffuso i primi elementi molto fattuali: metà del collocamento è stato fatto con istituzionali e quindi non risparmiatori, il fenomeno è acuto ma fortunatamente molto più circoscritto. Si tratta di circa un migliaio di casi molti delicati e altri 8mila casi di risparmiatori con un problema che sta tra l'1% e il 29% del loro patrimonio presso la banca e altri casi intermedi”, e poi cerca anche di rassicurare i risparmiatori che a diverse ondate, impauriti e disorientati stanno abbandonando le “nuove” CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria e Banca delle Marche svincolando il patrimonio da posizioni che nulla hanno a che fare con i rischi connessi ai titoli oggetto di inchiesta di queste ultime ore, e dice: “E' umano sviluppare un pò di preoccupazione, ma mi sento assolutamente sereno nel dire che parliamo di quattro nuove banche con zero sofferenze e costruite per servire la clientela; inoltre i numeri sono molto più piccoli di quanto s'ipotizzava: l'1% dei clienti e il 10% in una situazione molto delicata, si tratta di mille risparmiatori per un totale di 30 milioni, più 100 milioni per i casi intermedi”. Seguiamo comunque la vicenda considerando che Padoan non potrebbe dire altro se non quello che ha detto, e Nicastro deve pur portare l’acqua al suo “nuovo” mulino. Comunque dichiarazioni certamente condivisibile razionalmente seppure evasive, forse troppo.

autore / Luca Lippi
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