Chirurgo salta trapianto di reni per colpa dell'Ue: le nuove regole

15 dicembre 2015 ore 15:06, Luca Lippi
Chirurgo salta trapianto di reni per colpa dell'Ue: le nuove regole
Dal 25 novembre, è entrata in vigore la direttiva europea che dice basta agli orari non-stop per i medici sottoposti a turni massacranti. Di conseguenza non andando più in tilt i medici ad andare in tilt saranno i servizi e soprattutto quelli di emergenza e di pronto soccorso. Il governo non vuole sentire ragioni adottando proroghe per le quali già in passato ha dovuto subire pesanti sanzioni da parte della Corte di giustizia europea. A questo punto, sembra evidente che sta per cumularsi un buco di organico all’interno delle strutture ospedaliere, e il buco assume dimensioni aberranti se va ad incidere anche sul personale addetto alle sale operatorie. I dati sui buchi in pianta organica che sono affluiti dalla regioni parlano di almeno 3mila medici da assumere, tacendo il fatto che all’appello mancano anche 20mila infermieri. Un costo che si aggira sui 4-500 milioni di euro. La copertura sarebbe stata già individuata e verrebbe dalle nuove norme anti-cause sanitarie da inserire nella legge di stabilità, che riducendo il contenzioso tra medici e pazienti porrebbero un freno anche a quella medicina difensiva che, facendo prescrivere anche quel che non serve, costa allo Stato una decina di miliardi. Del resto dal 25 novembre scorso l’Europa impone anche ai nostri ospedali massimo 48 ore di lavoro settimanale (reperibilità compresa), turni mai superiori alle 13 ore e, soprattutto, 11 ore di riposo filate da garantire a tutti. 

Uno dei tremila medici mancanti all’appello (in termini di organico non di assenteismo) è stato fatale a Cagliari dove la settimana scorsa dopo aver espiantato dei reni, un equipe di professionisti è stata costretta a mandarli a Torino, in un piano di emergenza con un volo speciale. Una circostanza accaduta in quanto non c'era più personale disponibile per trapiantare gli organi, tra carenza d'organico e allo steso tempo per il divieto, secondo le nuove direttive europee, di superare un certo numero di ore di lavoro. Invero, per buonsenso, una normativa che tutelasse l’orario di lavoro allo scopo di renderlo più umano e soprattutto a tutela della qualità dell’operato, esiste già e da oltre 15 anni, tuttavia, i medici (soprattutto gli addetti alla sala operatoria) hanno sempre usato il buon senso di non abbandonare a metà il lavoro operatorio. Oggi la questione ha assunto una rigidità e una fiscalità tali da dover abbandonare il buonsenso, e il caso di Cagliari potrebbe non rimanere isolato, per questo molti medici chiedono che i trapianti vengano classificati come attività di emergenza e dunque esclusi da questa regola. Le direttive europee non solo creano difficoltà all'attività dei trapianti negli ospedali, ma rendono vana la gestione regionale delle liste d'attesa.

autore / Luca Lippi
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