Cucchi, il pg: "Sciatteria e trascuretezza. Assolvete i poliziotti, i medici no"

15 dicembre 2015 ore 20:59, Adriano Scianca
Cucchi, il pg: 'Sciatteria e trascuretezza. Assolvete i poliziotti, i medici no'
Assolvere gli agenti e annullare invece l'assoluzione dei medici: è questa, in estrema sintesi, la richiesta fatta dal sostituto procuratore generale della Cassazione, Nello Rossi, nel processo per la morte di Stefano Cucchi, avvenuta nell'ospedale Pertini di Roma nel 2009. Il pg ha chiesto che siano annullate le assoluzioni accordate ai cinque medici dell'ospedale Pertini e che siano invece convalidate le assoluzioni ai tre agenti di Polizia penitenziaria. I giudici della V Sezione penale dovranno decidere se convalidare la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Roma del 31 ottobre 2014 che aveva assolto tutti gli imputati per la morte del geometra romano di 31 anni arrestato il 15 ottobre 2009 e deceduto una settimana dopo all'ospedale Pertini. "Vanno rigettati – ha detto Rossi – tutti i motivi di ricorso per i tre agenti della polizia penitenziaria e vanno confermate le assoluzioni. La verità va ricercata altrove”. Ovvero, per il procuratore, nell'operato dei medici che hanno avuto in cura Cucchi. A tal proposito, il pg ha sottolineato come i referti dell'ingresso in ospedale di Stefano Cucchi “devono essere considerati come un capitolo clamoroso della sciatteria e trascuratezza della assistenza riservata a Cucchi al Pertini”. In proposito Rossi ha osservato che «a fronte della estrema e vistosa magrezza del Cucchi al suo arrivo al Pertini (tale da costringere a praticargli le iniezioni di antidolorifico sul deltoide e con aghi più piccoli del normale) e delle sue condizioni di paziente fratturato e cateterizzato, all'esame obiettivo eseguito, dalla dottoressa Caponnetti poi assolta anche dal reato di falso ideologico perché ritenuta solo superficiale, il Cucchi risultava così descritto: condizioni generali buone, stato di nutrizione discreto, apparato muscolare tonico, apparato urogenitale con nulla da rilevare!”. L'invito della pubblica accusa di piazza Cavour è stato a non mettere “una pietra tombale sulle cause della morte di Cucchi, persona morta in un ospedale pubblico che è stata violata nella dignità”. L'avvocato Fabio Anselmo che rappresenta i famigliari di Stefano Cucchi ha annunciato la rinuncia al ricorso presentato contro l'assoluzione in appello di tre agenti della Polizia penitenziaria. "Registriamo le richieste del procuratore generale e prendiamo atto - ha spiegato il difensore dei Cucchi - dell'avvio di una indagine della Procura di Roma finalizzata all'individuazione dei responsabili di quello che la stessa procura non esita a definire 'un violentissimo pestaggio'".
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