Il giovane Li Voti (ristoratore de La Crostaceria) parla dell’amore, delle difficoltà e delle soddisfazioni del suo lavoro

15 febbraio 2014 ore 12:21, Marta Moriconi
Il giovane Li Voti (ristoratore de La Crostaceria) parla dell’amore, delle difficoltà e delle soddisfazioni del suo lavoro
Jonathan Li Voti è un ragazzo. Di quelli che, si dice, dovrebbero rimboccarsi le maniche, smetterla di lamentarsi e contribuire alla crescita del Paese. E infatti è proprio così. Forse anche di più. Perché se è vero che ha lasciato la sua terra, la Sicilia, per fare l’imprenditore, e precisamente il ristoratore de La Crostaceria a Via dei Capocci nel cuore del rione Monti, è anche vero che contribuisce, con la sua partecipazione attiva in Confindustria, a trovare soluzioni e a elaborare proposte per la crescita del Paese. IntelligoNews lo ha intervistato per capire i problemi, le difficoltà, ma anche le soddisfazioni di una generazione che sta facendo il suo dovere. Iniziamo dalla sua storia. Prima che ristoratore, ricopre un ruolo importante tra i giovani di Confindustria. Partiamo da qui per spiegare quali e quante ragioni l'hanno indotta a farvi parte? «Appartengo al gruppo di Confindustria giovani dal 2009. Sono entrato a farne parte perché sono un imprenditore di seconda generazione e avevo il piacere di portar avanti il gruppo aziendale di famiglia all'interno di Confindustria. Mio padre, circa 30 anni fa, ha dato il via alla Mediterranea Catering, un'azienda che offre servizi di Catering aeroportuale in Sicilia e in altre regioni italiane. Nel corso degli anni, la Mediterranea Catering, si è diversificata offrendo anche i suoi servizi alla base americana di Sigonella, alle mense scolastiche e ospedaliere della Sicilia.
Il giovane Li Voti (ristoratore de La Crostaceria) parla dell’amore, delle difficoltà e delle soddisfazioni del suo lavoro
Il giovane Li Voti (ristoratore de La Crostaceria) parla dell’amore, delle difficoltà e delle soddisfazioni del suo lavoro
 In questi anni di appartenenza al gruppo di Confindustria, ho rappresentato la mia azienda nel settore terziario e due anni fa sono diventato membro del Consiglio direttivo del gruppo Giovani di Catania con la carica di vice presidente di Catania con delega al Consiglio nazionale». Poi la scelta di aprire un ristorante. A Roma. Cosa l'ha spinta? «Ho sempre amato cucinare, una passione che ho ereditato da mia madre. E ho sempre amato il mondo della ristorazione, una passione che ho ereditato da mio padre: il suo ristorante è stato per molti anni un punto di riferimento a Catania. Ho scelto Roma perché l'ho sempre ammirata: è la città dove ho studiato durante il mio periodo universitario, un punto fermo nella mia vita personale e una piazza stimolante per la mia professione». Quali e quante difficoltà incontra, prima come giovane? «Come giovane, le difficoltà che incontro sono molte. Le istituzioni, le banche, nessuno ha più fiducia nei giovani. In particolare le banche non danno accesso al credito alle start up. Oggi per fare imprenditoria bisogna avere una solidità economica personale. Per molte banche le aziende piccole sono diventate solo un problema e fanno di tutto per metterle in ginocchio con l'obiettivo di sbarazzarsi di loro». E a livello burocratico? «Infinite difficoltà. La burocrazia rappresenta il primo ostacolo per l'imprenditore e per la sua azienda. Faccio un esempio concreto: per mettere a norma La Crostaceria ho dovuto girare per moltissimi uffici comunali, ho affrontato spese, speso tempo infinito, il tutto per rincorrere e scontrarmi con i dipendenti degli uffici pubblici dove ognuno dice la sua. Non esiste uno sportello unico che fornisce all'imprenditore le informazioni necessarie per svolgere il proprio lavoro. Gli uffici della burocrazia italiana non comunicano tra di loro». La Crostaceria a quale cliente si rivolge e qual è il suo piatto per antonomasia? «La Crostaceria si rivolge ad un cliente medio altro, dai 30 anni in su che ama crostacei e pesce. Il nostro piatto per antonomasia è il Plateau Royal (composto da ostriche, carapaci e crostacei)o la catalana (di aragosta, astice, mista, scampi). Il nostro menu cambia a seconda della stagione e del pescato che personalmente vado a pendere la notte al mercato del pesce». L'ambiente estetico a cosa si rifà? E' in un quartiere dal sapore popolare e antico... «La Crostaceria si colloca in un ambiente raffinato, tranquillo, dove vige il rispetto per la privacy del cliente. Si cena a lume di candela. La location è suggestiva: Monti è il rione più antico di Roma, dove si concentrano le mostre di artisti, le piccole botteghe di artigiani. A due passi il Colosseo». Quali soddisfazioni? «La mia più grande soddisfazione è quella di vedere tornare i clienti a La Crostaceria».
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