Nuova settimana difficile per la Borsa, crisi finanziaria o crollo di sistema?

15 febbraio 2016 ore 8:57, Luca Lippi
Quella che inizia oggi è una settimana piuttosto impegnativa per i mercati azionari, oltre le sollecitazioni dei giorni scorsi si aggiungono appuntamenti piuttosto importanti durante tutto l’arco della settimana, dati che potrebbero valere nuovi scossoni. Oggi si attendono i dati giapponesi del Pil (quarto trimestre) annualizzati, la Bce rende pubblici i verbali dell’ultima riunione e Bankitalia pubblica i dati su fabbisogno, debito e mercati finanziari. L’Inps renderà pubblici i dati sulla cassa integrazione di gennaio e sulle richieste di indennità di disoccupazione inoltrate a dicembre 2015.

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Martedì l’Istat diffonde i dati sul commercio estero di dicembre. Mercoledì ci saranno i dati sulla produzione industriale Usa e l’andamento dei mutui ipotecari. Giovedì l’Istat diffonde i dati sulla produzione e quelli sui costi delle costruzioni, bankitalia pubblica i dati sulla bilancia dei pagamenti. Venerdì, dagli Usa arrivano i dati sull’inflazione e sull’inflazione core relativi al mese di gennaio. Dall’Eurozona arrivano i dati sulla fiducia dei consumatori. i dati sull'inflazione Usa sono quelli che fanno tremare di più anche perchè sono maghi della manipolazione quindi se sono negativi significa che sono "molto negativi" come se sono lievemnete positivi significa che sono decisamente negativi.
In buona sostanza sono solo una sintesi dei dati macro cui gli operatori sono particolarmente sensibili oltre la congenita tentazione speculativa, ma in sostanza la crisi generalizzata è una crisi della borsa oppure è una più una crisi di sistema?
In realtà alla domanda avrebbe già risposto il Presidente del Consiglio Renzi, non è l'Italia ad essere sotto tiro. Quello che sta accadendo è la conseguenza del fallimento di un sistema economico globale che non può proseguire, all'infinito, rendendo pochi ricchi sempre più ricchi e miliardi di poveri sempre più poveri. La progressiva cancellazione della classe media (lo scopo probabilmente era quello di limitarne la forza ma non di cancellarla) con lo scopo di promuoverla a una nuova era di sviluppo e di crescita, ha fatto scappare di mano la leva di manovra spingendola negli abissi della povertà. 
Il sistema non ha dosato adeguatamente le forze in campo, e il soft power (la distrazione di massa) spinge tutti a discutere dell'ultimo film o della nuova canzone, del matrimonio omosessuale o degli errori arbitrali e nebulizza la sbandata sociale che nel medio termine porta all’impoverimento per sfruttamento. Millantare come conquista sociale e culturale l'arrivo di milioni di invasori che offrono le proprie braccia a costi irrisori cancella la triste realtà della cancellazione dei diritti, retribuzioni, pensioni, possibilità di avere un alloggio e di curarsi.
Perché mai i giovani lavoratori di oggi dovrebbero impegnarsi sapendo che, come premio, avranno la certezza della povertà? Ci si è troppo distratti sia a livello politico (trasversalmente) sia al livello sociale, distruggendo il concetto di impegno, passione, acutezza. Servono prodotti standard, a basso costo ed a basso prezzo. Per rivolgersi a consumatori sempre più poveri. E allora vanno bene le importazioni di cibo scadente da ogni parte del mondo, poco importa della crisi agricola italiana, non si è preparata la crescita globale ma la povertà globale. I confini non contano nulla, l'Italia non sarà più popolata da italiani e allora il cibo italiano non avrà più alcun senso. Come il cibo francese, o l'abbigliamento british. L'Europa intera non avrà più senso di questo passo, e allora non è la politica ad essere in crisi, ma è l’intero sistema globale, quindi anche la finanza che si ritrova come una mosca a sbattere contro una lampadina accesa. Ecco, l’isterismo delle Borse è proprio questo, una mosca che sbatte!

autore / Luca Lippi
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