Siria: raid sull'ospedale di Msf. Nove morti, ma la Russia va avanti

15 febbraio 2016 ore 13:15, Lucia Bigozzi
Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà nemmeno l’ultima, ma fa impressione pensare che a colpire un ospedale, ovvero il luogo più lontano dalla guerra, siano stati raid aerei coi quali si combatte contro il terrorismo dell’Isis, ma anche contro le truppe che si oppongono al regime di Assad. Ma così è nel martoriato terreno della Siria, dove il bollettino di guerra vomita in continuazione il suo tragico bilancio. L’ultimo, in ordine temporale, conta almeno nove morti (c’è anche un bambino) tra le bombe lanciate durante i raid russi e finite in un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere. La notizia è stata resa nota dall’Osservatorio siriano sui diritti umani. Da Parigi, un portavoce dell’organismo ha dichiarato che “un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere è stato fatto oggetto di bombardamenti aerei” nella regione di Maaret al Noomane. Si tratta di una zona a poco meno di trecento chilometri a nord di Damasco. Aggiornamenti arrivano anche da fonti mediche che parlano di un’altra struttura sanitaria colpita durante i raid russi: si tratterebbe di un clinica ginecologica e del reparto di pediatria dell'ospedale di Azaz: area compresa tra Aleppo e il confine con la Turchia. 

Siria: raid sull'ospedale di Msf. Nove morti, ma la Russia va avanti
In tutto questo, si innesta l’ennesimo braccio di ferro tra Usa e Russia che sembra aver riportato le lancette degli orologi agli anni cupi della guerra fredda. L’America di Obama intima lo stop ai raid sovietici in Siria e la Russia di Putin risponde picche. Lo fa col vice-ministro degli Esteri russo Gennadi Gatilov: “Noi combattiamo contro gruppi terroristici, Is, al Nusra e altri, legati ad al-Qaeda. I bombardamenti su obiettivi dei gruppi terroristici continueranno in ogni caso, anche se si arriverà a un accordo per il cessate il fuoco in Siria”. E’ stata la telefonata tra Putin e Obama a raffreddare le tensioni di una fase per molti aspetti ad alto rischio sia sul versante delle relazioni internazionali che per il delicato equilibrio nella fragile terra del Medio Oriente. Una conversazione che è servita a non superare la soglia delle schermaglie politiche in un momento come questo con l’Isis che scorrazza e uccide tra Siria e Libia. Ma se Putin e Obama si sono parlati, restano da sciogliere i nodi perché se i russi, come hanno già confermato, non intendono sospendere i raid aerei anti-Isis che servono al tempo stesso anche per difendere Assad, è difficile individuare una soluzione che possa mettere d’accordo chi in questo momento è nella stanza dei bottoni del mondo. 
autore / Lucia Bigozzi
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