Cacciari: "L'Occidente impari a trattare la Russia come un impero. Speriamo nella Clinton"

15 febbraio 2016 ore 13:48, Lucia Bigozzi
“La Russia non è uno staterello, è un impero come la Cina e gli Usa. Fino a quando l’Occidente non la tratterà da impero ci saranno crescenti tensioni”. Va dritta al punto l’analisi di Massimo Cacciari, filosofo, sugli scenari da “guerra fredda” che attraversano l’Europa, i rapporti con l’ex Unione Sovietica e la “polveriera” Siria. Nella conversazione con Intelligonews individua l’errore strategico e chi l’ha commesso. 

Come legge le parole di Medvedev sui rapporti “deteriorati” tra Europa e Russia? Cosa dobbiamo aspettarci?

«La Russia sta riacquistando o cerca di riacquistare la collocazione internazionale di grande potenza che prima con la crisi e poi con lo sfascio dell’Unione Sovietica aveva perduto. Sta accadendo un fatto normale».

Ma la parola “deteriorati” può far pensare a una escalation di tensione in Occidente e in particolare in Europa? 

«Sono rapporti tra grandi potenze. Bisogna che l’Occidente comprenda che la Russia non è solo Stalin o l’Eni e non poteva restare un Paese succube o dipendente da qualcuno. Non è così: la Russia non è uno staterello, è un impero come la Cina, come gli Usa e come tali non vogliono essere succubi di nessuno. L’Occidente si deve mettere il cuore in pace e avere con la Russia, rapporti anche di confronto aspro, ma certamente trattando la Russia per quello che è ed è sempre stata, un impero. Fin tanto che non lo comprenderà, troveremo sempre crescenti tensioni»

Ma chi ha sbagliato? 

«Tutti quelli che si sono comportati in modo ignorante. L’errore strategico è non aver trattato negli ultimi venti anni la Russia da impero quale è. Un errore strategico che un Kissinger non avrebbe compiuto. Mi riferisco agli Usa e all’Europa: certo, i Bush in America hanno combinato disastri inenarrabili ma in Europa non c’è stato nessuno in grado di contrastarli e correggerli. Vedremo chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti, Obama ormai ha chiuso. Speriamo sia la Clinton».

C’è chi intravede il rischio di un’azione militare delle truppe americane in Siria che, di fatto, diventerebbe una sorta contrapposizione all’azione della Russia con i raid anti-Isis. Lei come la vede?

«Macchè… non ci sarà nessun intervento di truppe di terra in Siria»

autore / Lucia Bigozzi
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