Obama-Putin al telefono per "il nemico comune", ma in Siria stessi interessi?

15 febbraio 2016 ore 20:05, Andrea De Angelis
Obama-Putin al telefono per 'il nemico comune', ma in Siria stessi interessi?
Ne abbiamo parlato appena dieci giorni fa. La Turchia appariva preoccupata per il silenzio assenso degli Stati Uniti nei confronti della Russia. Poi l'intervento (verbale) c'è stato, ma la Siria appare sempre più come il Paese al centro delle attenzioni geopolitiche della grandi potenze mondiali. E così oggi i giornali parlano di disgelo tra Stati Uniti e Russia, salvo poi concentrarsi sui bombardamenti che hanno colpito anche un ospedale gestito da Medici senza frontiere. 

Stati Uniti e Russia tentano una nuova mediazione per risolvere la crisi siriana. Barack Obama e Vladimir Putin ne hanno parlato ieri al telefono concordando una maggiore cooperazione per raggiungere il cessate il fuoco, ma a patto - ha avvertito il presidente americano - che Mosca fermi i raid contro i ribelli.
Come riporta l'Ansa però sul terreno, nonostante l'accordo di Monaco, il conflitto non accenna a fermarsi, anzi cresce la tensione tra il regime di Damasco e la Turchia - che nel frattempo bombarda i curdi - e tra Arabia Saudita e Iran.
Il nemico comune, almeno sulla carta, resta l'Isis. Così Obama e Putin in colloquio telefonico - su iniziativa della Casa Bianca, precisa il Cremlino - hanno deciso di stabilire stretti contatti tra il ministero della Difesa russo e il dipartimento della Difesa statunitense per debellare la minaccia jihadista. Washington e Mosca si sono impegnate anche ad intensificare la cooperazione tra le rispettive agenzie ed altre strutture per l'attuazione dell'accordo raggiunto giovedì a Monaco dal Gruppo Internazionale di Supporto sulla Siria, che prevede l'avvio della tregua dal 19 febbraio. Su un punto, però, Obama è stato netto: la Russia "deve giocare ora un ruolo costruttivo, ponendo fine alla campagna aerea contro le forze dell'opposizione moderata in Siria".
L'accordo di Monaco prevede una temporanea "cessazione delle ostilità" in Siria, una pausa delle armi che dovrebbe cominciare a breve. Al termine della telefonata fatta da Obama a Putin, il Cremlino ha aggiunto che il colloquio è stato "franco" e che entrambi hanno dato "una positiva valutazione" delle discussioni tra Usa, Russia e i principali alleati sulla Siria, avvenute a Monaco; e hanno espresso sostegno allo sforzo per arrivare alla tregua e affrontare gli aspetti umanitari della crisi. Entrambi hanno inoltre sottolineato l'urgenza di rafforzare i contatti tra i vertici militari dei due Paesi per "combattere l'Isis e le altre organizzazioni terroristiche". Il nemico è comune, dunque, ma in molti continuano a chiedersi se lo siano pure gli interessi dei due Paesi. 

Sulla possibilità che la terza guerra mondiale scoppi in Siria (ma già oggi c'è chi afferma che in realtà sia già scoppiata) IntelligoNews ha sentito la scorsa settimana lo scrittore e giornalista Massimo Fini. Secondo Fini l'avvicinamento tra Obama e Putin era abbastanza scontato: "Era ampiamente prevedibile. Gli americani hanno fatto il solito errore delle linee rosse che non devono essere superate con Assad, ma è ovvio che se vuoi combattere l'Isis avrai in Assad un alleato insospettabile". 

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