Pd-Ncd: è scontro "agli ultimi ferri" sulla sanità...

15 gennaio 2014 ore 11:27, Americo Mascarucci
Pd-Ncd: è scontro 'agli ultimi ferri' sulla sanità...
E' scontro fra il Nuovo centrodestra, nella fattispecie il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ed il Pd del Lazio, ossia il presidente della Regione Nicola Zingaretti.
Uno scontro che ruota tutto intorno alla disastrata sanità laziale e che, almeno per il momento, ha segnato un punto importante in favore degli alfaniani. Ma andiamo per ordine. Eletto trionfalmente alla presidenza della Regione Lazio a capo di una coalizione di centrosinistra sulla scia degli scandali che hanno contraddistinto il precedente consiglio regionale di centrodestra (l'ormai arcinoto caso Fiorito), Zingaretti si è ritrovato fra le mani la patata bollente della sanità, con cui si sono scottati tutti i precedenti governatori, da Marrazzo alla Polverini, costretti a tirare la cinghia per rientrare da un deficit fuori controllo. Tutto ha avuto inizio con la presidenza del giornalista di Raitre che si trovò praticamente con le spalle al muro. Il Governo Prodi nel 2007 gli impose una pesantissima tabella di marcia con l'obbligo di ricondurre il deficit a livelli sostenibili. La giunta Marrazzo presentò un drastico piano di rientro, che però il competente tavolo tecnico istituito presso il Ministero dell'Economia giudicò del tutto insufficiente a risanare la situazione finanziaria del Lazio, aprendo quindi la strada al commissariamento della sanità. Lo stesso Marrazzo fu nominato commissario straordinario e gli fu affiancato un sub commissario di nomina governativa. Una sorta di tutela preventiva che si è reiterata anche con i successivi governatori. Il presidente della Regione dispone i piani di rientro, il sub commissario di governo ne controlla e ne indirizza l'operato, secondo quelle che sono le indicazioni dei tecnici ministeriali. Il tavolo tecnico governativo segue periodicamente lo stato d’avanzamento del rientro, analizzando i piani commissariali per verificarne l'efficacia e pare che quello presentato da Zingaretti sia stato giudicato approssimativo e carente.
Pd-Ncd: è scontro 'agli ultimi ferri' sulla sanità...
L'ultimo sub commissario Gianni Giorgi, nominato dal Governo Monti, ha rifiutato di apporre la sua firma evidenziando come da parte dell’attuale governatore siano state completamente disattese le sue indicazioni. Nel corso di una conferenza stampa, il Presidente della Regione, ha smentito la bocciatura del piano, sostenendo che il tavolo ministeriale si sarebbe soltanto preso del tempo per meglio approfondirne gli aspetti anche alla luce della nomina del nuovo sub commissario succeduto a Giorgi. La palla da qualche giorno è infatti passata nelle mani di Renato Botti, nominato dal Governo Letta. Ed ecco lo scontro. Una nomina quella di Botti che è arrivata al termine di un lungo braccio di ferro fra il Pd ed il Nuovo Centrodestra. Il meneghino Botti è stato infatti sin dall’inizio il candidato del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che lo ha sponsorizzato in quanto fedelissimo dell’ex governatore lombardo Roberto Formigoni. Una nomina che il Pd ha tentato di ostacolare in ogni modo per piazzare al fianco di Zingaretti un manager politicamente più omogeneo al centrosinistra. Forti pressioni sarebbero arrivate in tal senso tanto al premier Letta che al titolare di via XX Settembre Fabrizio Saccomanni (particolarmente attivo sarebbe stato su questo fronte il deputato Enrico Gasbarra), e questo spiegherebbe anche perché, la nomina del nuovo sub commissario, è rimasta a lungo congelata. Alla fine la Lorenzin pare averla spuntata, visto che su Botti è arrivata la fumata bianca. Questo spiegherebbe anche il perché di una bocciatura che tale non sarebbe ma che comunque le assomiglia molto. Botti vuole vederci chiaro ed approfondire i vari aspetti del piano di rientro varato da Zingaretti che il suo predecessore ha rifiutato di avvallare. Insomma, il Governatore laziale non l’avrebbe presa molto bene e non c’è da meravigliarsi, visto che la Lorenzin è un esponente di primissimo piano del centrodestra nel Lazio. Il timore che gli avversari possano in qualche maniera condizionare la politica sanitaria regionale sfruttando l’affinità politica di Botti con Formigoni e la Lorenzin, sembra togliere il sonno, non soltanto a Zingaretti, ma un po’ a tutto il centrosinistra, a Roma e dintorni. Il celebre fratello minore del commissario Montalbano in queste ore deve pure fare i conti con il drastico calo di gradimento registrato dall'ultima rilevazione del Sole 24Ore. Zingaretti occupa infatti il penultimo posto nella classifica dei governatori italiani. La sua popolarità ha perso appeal, ed in fondo la legislatura è soltanto all’inizio.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]