Ecco quanto costerà il Quantitative Easing che non ci tirerà fuori dai guai

15 gennaio 2015, intelligo
Ecco quanto costerà il Quantitative Easing che non ci tirerà fuori dai guai
di Gianfranco Librandi
Si farà o non si farà questo Quantitative Easing in Europa? Probabilmente sì, ma sarà un QE solo europeo, nel senso che non ha alcuna caratteristica di QE nell’accezione più nota alla Scienza economica. Spieghiamo meglio. La premessa è che la maggior parte degli Economisti, quelli non asserviti alla ragion di Stato, hanno già espresso il parere secondo cui, qualora fosse messo in opera il QE da parte della BCE non avrebbe alcun effetto perché siamo fuori tempo massimo. Noi spiegheremo il perché di quest’affermazione e invitiamo anche a ricordare quanto abbiamo scritto, con largo anticipo in proposito, sull’argomento il 9 gennaio. I tassi in Europa sono in sostanza azzerati, e la maggior parte dei Paesi dell’eurozona ha i debiti pubblici ormai fuori controllo, l’Italia è uno di questi Paesi. Su queste basi il QE sarebbe un intervento di politica monetaria del tutto diverso da quello ipotizzato dai padri della Scienza Economica. In pratica, pur avendo le sembianze di un aiuto alle economie “meno vigorose” di un’area monetaria, nella realtà diventa una vera e propria cessione ulteriore di sovranità che avrebbe conseguenze devastanti qualora fallisse irrimediabilmente il piano del sistema di cambi fissi, cioè l’Euro. Nell’immediato ha effetti sicuramente positivi in apparenza, ma è come dare il metadone a un tossicodipendente, o meglio ancora, far fare altri debiti per pagare debiti a chi è già strozzato dai debiti. Si offre una dormita serena nell’immediato, ma si moltiplicano le notti insonni in futuro perché il problema si ripresenterà più grande di prima. La soluzione è solamente una e lo sanno bene tutti: è quella di sedersi al tavolo delle trattative e rinegoziare con competenza e autorevolezza i “Trattati”, ma questo è impossibile per i Paesi virtuosi dell’area Euro con in testa la Germania. La banca centrale tedesca è certa di prendere una fregatura e sollecita la Merkel ad opporsi, oppure a mediare proponendo una forma di QE di compromesso dove la BCE comprerà solo titoli dei Paesi con un rating sicuro, cioè i titoli tedeschi. Un QE teutonico in buona sostanza, in questo modo non si accontenta nessuno e si cambiano le cose, senza cambiare nulla. Intanto i prezzi delle materie prime continuano a scendere e la Deflazione è un mostro che sta fagocitando l’intera economia occidentale. A questo disastro l’unica risposta sarebbe la via maestra della competitività, e per questo servono riforme “radicali” e sovranità monetaria. Senza queste due prerogative il QE è solamente un “danno” allo stato attuale delle cose. Poi c’è una questione politica che viene ignorata. La Germania si è sempre opposta al QE per evitare che se ne giovasse l’Italia, l’unico Paese in grado di contrastarla per competitività industriale. Allo stato attuale, l’Italia è ai minimi termini, e la Germania si avvantaggerebbe dell’immissione di denaro fresco proveniente dalla BCE. Il progetto della Merkel è di compiere l’asse balcano-danubiano che è il sogno tedesco dalla prima guerra mondiale. Un altro paio d’anni di politica americana perpetrata da Obama e l’entrata della Turchia nella UE prima di tutto; poi, il basso costo del petrolio che avvantaggia i Paesi emergenti (come la Turchia appunto), e tenere lontani i fans dell’entrata della Russia nella UE (leggi Berlusconi) è stato il secondo step. A seguire il sostegno tedesco degli oppositori del governo democraticamente eletto in Ucraina provocando la crisi fra Russia e Ucraina dove, per fortuna, Putin non è caduto nella trappola, e il gioco è fatto.
autore / intelligo
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