Intelligo lo aveva detto - Charlie ha dato una sveglia al Papa e il Papa ha risposto: "Non offendere la fede"

15 gennaio 2015 ore 15:01, Marta Moriconi
papaScriveva ieri il nostro direttore: "Charlie ha regalato l'ultimo pensiero libero e democratico del nuovo direttore a papa Francesco: Anche il papa è Charlie (per ringraziarlo della sua adesione). Ma a una condizione da 1789: Non possiamo accettare che le campane di Notre Dame suonino in nostro onore quando sono le Femen che le fanno rintoccare”. Tradotto, quando le femministe che si sono distinte per le loro esibizioni oscene e provocatorie sono discriminate dal cattolicesimo e dalla Chiesa.Questo è nazismo-democratico illuminista che non discrimina nessuno (ogni tipo di scelta politica, sessuale) ma discrimina soltanto chi non la pensa secondo il pensiero unico occidentale. Ricordiamo cosa è successo oggi al comico francese Dieudonné arrestato con l’accusa di apologia di terrorismo, per aver a sua volta irriso Charlie". E oggi il Papa "picchia" duro sulla libertà di espressione a senso unico. E chiede il diritto di credere e professare il proprio credo senza ricevere offese. A bordo dell'aereo papale, in volo da Colombo per Manila, ha dichiarato infatti: "Serve il rispetto per la altre religioni. Purtroppo ci sono tempi oscuri nella storia della Chiesa e dobbiamo dirlo senza vergogna, perché anche noi siamo su una strada di conversione continua; questa inter religiosità come fratelli è una grazia».
Poi ad una domanda sulla libertà religiosa come diritto umano fondamentale ha risposto: "Credo che tutti e due siano diritti fondamentali, sia la libertà religiosa che la libertà di espressione. Lei è francese andiamo a Parigi. Parliamo chiaro: non si può nascondere la verità, ognuno ha diritto di praticare la propria religione senza offendere, cosi facciamo e vogliamo fare tutti. Secondo, non si può fare la guerra uccidere in nome della propria religione, in nome di Dio. Di fronte a quello che succede adesso ci si stupisce, ma pensiamo alla nostra storia, quante guerre di religione abbiamo avuto? Lei pensi alla notte di san Bartolomeo. Come può ben comprendere anche noi siamo stati peccatori. Ma non si può uccidere in nome di Dio, è una aberrazione. E ora arriviamo alla libertà di espressione: ognuno non solo ha la libertà, ma anche ha il diritto e l'obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune, pensiamo a un deputato o a un senatore se non dice quale è la vera strada da seguire, non collabora al bene comune. Abbiamo l'obbligo di dire apertamente tutto, ma senza offendere. Perché è vero che non si può reagire violentemente. Però se Gasparri dice una parolaccia contro la mia mamma gli arriva un pugno, è normale. Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può prendere in giro la fede. Benedetto XVI in un suo discorso aveva parlato di mentalità post positivista, della metafisica post positivista che porta a credere che alla fine le religioni e le espressioni religiose siano delle sotto culture, che sono tollerate, e che in fondo sono poca cosa. Non fanno parte della cultura illuminista. È una eredità dell'illuminismo se tanta gente sparla delle altre religioni, se ridicolizza la religione degli altri; questi provocano. E cosi può accadere quello che succede se Gasparri dice qualcosa contro mia mamma, solo che c'è un limite. Ogni religione ha dignità. Ogni religione che rispetta la vita umana non possiamo prenderla in giro. Questo è il limite. Nella libertà di espressione ci sono limiti, come quello della mia mamma. Non so se sono riuscito a rispondere alla domanda". E quanto al fatto che lo scontro dell'islam sia con l'Europa illuminata prima di tutto, è da rileggere l'editoriale del direttore scritto appena il giorno dopo l'attentato a Charlie Hebdo.   
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