Cannabis per uso terapeutico, è tempo di depenalizzazione? Oggi il Consiglio dei ministri

15 gennaio 2016 ore 8:36, Micaela Del Monte
Forse oggi sarà il giorno in cui l'Italia farà un piccolo passo in avanti verso i tanti paesi che in Europa e nel mondo hanno già depenalizzato la marijuana per uso terapeutico. Il Consiglio dei ministri convocato per venerdì a palazzo Chigi, potrebbe quindi varare il decreto legislativo che depenalizza le violazioni sull'utilizzo terapeutico della cannabis.
Dopo che da diversi anni in molte nazioni si utilizzano farmaci a base di cannabis per curare diverse malattie, anche in Italia la coltivazione potrebbe non essere più un reato, ma soltanto per le aziende autorizzate esplicitamente a poterla coltivare. 

Cannabis per uso terapeutico, è tempo di depenalizzazione? Oggi il Consiglio dei ministri
Nei giorni scorsi il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva già precisato che non ci sarebbe stata "alcuna depenalizzazione della coltivazione per uso personale effettuata dagli stessi consumatori. Il decreto legislativo che il governo si appresta ad emanare per esercitare la delega che gli è stata data dal Parlamento riguarda chi, autorizzato a coltivarla per uso terapeutico, ne viola le prescrizioni cui l'autorizzazione è subordinata. La coltivazione per uso personale fatta dagli stessi consumatori resta un reato penale", aveva spiegato il Guardasigilli. 

I cambiamenti dunque sono minimi e fuori da questo quadro resterà ovviamente la coltivazione di cannabis in grande quantità, che resterà reato penale e prevede dunque un processo che si conclude con una pena detentiva commutabile poi in sanzione pecuniaria. Nello specifico coloro i quali verranno sorpresi a coltivare anche solo una piantina di cannabis senza l'autorizzazione, fosse anche solo a scopo terapeutico, saranno arrestati e rischieranno il carcere fino ad un anno e la multa da uno a quattro milioni di euro.

La depenalizzazione prevede che il reato venga abrogato e trasformato in semplice sanzione pecuniaria. Nel pacchetto delle depenalizzazioni rientrano anche la guida senza patente, atti osceni in luogo pubblico, disturbo della quiete pubblica e immigrazione clandestina.  Riguardo alla guida senza patente, chiunque verrà sorpreso a guidare senza patente non sarà più sottoposto a processo pensale ma sarà costretto a versare una multa che va dai 5.000 ai 30.000, qualora nel giro di due anni il trasgressore venga fermato una seconda volta verrà invece arrestato. Passano invece da reati a illeciti civili: ingiuria, danneggiamento semplice, appropriazione di cose smarrite, furto da parte di un comproprietario (tutti con sanzioni pecuniarie da 100 a ottomila euro), falsità in scrittura privata (da 200 a 12 mila euro). La persona offesa non dovrà più sporgere querela, ma chiedere il risarcimento del danno al giudice civile.
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