Istat a novembre non segna la ripresa, ma non è retromarcia

15 gennaio 2016 ore 10:14, Luca Lippi
Primi freddi per il 2016, ma nulla di grave giacché siamo in stagione adeguata, non parliamo del meteo, ma delle rilevazioni Istat che in qualche modo hanno acceso la luce sulla situazione reale, e giacché è una statistica, se è valido il principio che il dato potrebbe essere peggiore è valido anche al contrario, quindi vediamo i numeri senza eccessivo pessimismo. Stando ai dati diffusi ieri dall'Istat relativi all'andamento della produzione industriale nel mese di novembre, l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,5% su base mensile rispetto al +0,5% della passata rilevazione. Secondo l’Istat la media del trimestre settembre-novembre 2015 la produzione è cresciuta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. 
Corretto per gli effetti di calendario, l'indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,9% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di novembre 2014) contro il +3% della passata lettura (dato rivisto da +2,9%). Il mercato si attendeva una crescita del 2,5% su base annua. Il bilancio dei primi undici mesi dell'anno vede così la produzione in progresso dell'1,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Istat a novembre non segna la ripresa, ma non è retromarcia
 
I comparti che hanno registrato la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,6%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+10,5%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+5,2%). Le diminuzioni maggiori sono, invece emerse, nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,1%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-4,9%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-3,6%). Spieghiamo che significa “destagionalizzato”: è un metodo statistico atto a identificare e rimuovere le fluttuazioni di carattere stagionale di una serie storica, che impediscono di cogliere correttamente l’evoluzione dei fenomeni presi in considerazione. Molte procedure di destagionalizzazione si fondano su un trattamento preliminare dei dati, con il quale si effettua per es. la correzione dell’influenza di un diverso numero di giorni lavorativi nei periodi considerati, oppure della presenza di particolari festività o di altri eventi anomali che possano aver contribuito alla stagionalità, novembre ha avuto un ponte più quattro fine settimana, ecco perché il dato non deve preoccupare.

autore / Luca Lippi
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