Unioni civili, piazza 30 gennaio. Diego Fusaro spiega: "Un popolo, una nuova forma di resistenza..."

15 gennaio 2016 ore 11:15, Marta Moriconi
C'è l'ufficialità. Il 30 gennaio scende in piazza il popolo che non vuole le unioni civili e con esse la stepchild adoption e tutto ciò il Ddl Cirinnà contiene. C'è fermento e gli organizzatori hanno dato "inizio alle danze". Ma cosa ne pensa Diego Fusaro, filosofo esperto di Marx, di questo popolo in marcia? Lo abbiamo rintracciato, tra una lezione e l'altra. E lui non ha dubbi: "Io lo definirei alla maniera pasoliniana. Una forma di resistenza alla modernizzazione capitalistica".

Ci spieghi bene il suo pensiero...

"In Italia abbiamo la Chiesa Cattolica, che pur con i suoi limiti, è ciò che ha garantito all'Italia di non essere ancora del tutto interna alla terribile modernizzazione capitalistica. Poi sul valore di questa piazza non mi esprimo perché è composta da anime molto diverse. E io come filosofo non parteggio e non mi occupo di questo".

Della stepchild adoption cosa pensa? 

Unioni civili, piazza 30 gennaio. Diego Fusaro spiega: 'Un popolo, una nuova forma di resistenza...'
"La risolverei con una frase di Marx: "Venne infine un tempo in cui tutto divenne merce". E possiamo aggiungere noi, anche l'utero e i bambini. E quindi questa non è emancipazione e progresso, a meno che queste parole non siano riferite all'economia che progredisce e si emancipa dagli ultimi limiti. Non si chiama ovviamente maternità surrogata, sono le neo-lingue a chiamarla così. E' utero in affitto, cioè il corpo umano che diventa oggetto di biopolitiche e di bioculture: cioè la politica e l'economia si impadroniscono del corpo umano. Chi legittima questa cosa, lo sappia, sta legittimando una violenza economica totale che si appropria della vita umana, che ha solo dignità e non ha prezzo!".

Da questo popolo può nascere una sorta di Risorgimento italiano in tema di valori?

"Mah, secondo me no. Il problema di tutte queste piazza e manifestazioni è che sono forme di dissenso limitato a un solo aspetto. Per cui non c'è un grande dissenso verso la civiltà tecno-capitalistica, ma solo su singole battaglie. Magari è gente che potrebbe formare un fronte unitario contro il capitalismo globalizzato e in difesa delle comunità democratiche, ma poi si divide su questioni secondarie".

Cosa pensa di Gay.it, che ha pubblicato sul sito i nomi dei senatori contrari alla legge sui diritti per le coppie omosessuali che andrà in aula il prossimo 28 gennaio. "Inqualificabile metodo squadrista quello di esporre liste di proscrizione con tanto di foto segnaletiche" hanno dichiarano, in una nota, i senatori del Pd Mauro Del Barba, Stefano Collina, Emma Fattorini e Giancarlo Sangalli.

"Beh, va ricordato anche il registro degli omofobi.... Sono forme di nuovi nazismi del nostro tempo, che con la scusa della lotta contro il fascismo e il nazismo, alla fine finiscono per usare proprio quei metodi evidentemente. Ha ragione chi disse che in Italia il fascismo si vede sotto due forme: il fascismo e l'antifascismo". 


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