Toxic Fur 2, la pelliccia tossica è sui capi dei bambini: è allarme Cromo

15 gennaio 2016 ore 11:46, Micaela Del Monte
Si torna a parlare delle pellicce tossiche utilizzate come inserti nei capi per bambini. Non è la prima volta infatti che viene lanciato l'allarme su questi tipi di capi di abbigliamento, anche se l'ultima volta ad essere messi sotto esame erano prodotti utilizzati anche dagli adulti. Lo scorso febbraio infatti, dopo un indagine LAV (Lega Anti Vivisezione) e dopo la denuncia della Danimarca erano stati trovate sostanze contaminanti quali cromo esavalente, formaldeide e altre sostanze tossiche e cancerogene in indumenti moda.

Questa volta il nuovo allarme viene lanciato proprio dal Ministero della Salute che ha disposto il ritiro di vari indumenti per bambino bordati di pelliccia come piumini, coperte e altri capi di abbigliamento dopo l'indagine Toxic Fur 2 . I test ufficiali condotti su due campioni di pellicce tossiche sequestrati dai Carabinieri del Nas, hanno rilevato elevatissimi livelli di Cromo esavalente che, oltre a essere una sostanza cancerogena, può causare reazioni allergiche (es. eczema da contatto) in individui ipersensibili. Inoltre uno dei capi in questione presenta una elevata concentrazione di Cromo Trivalente (assorbibile tramite sudore), 168mg/kg contro i 18mg/kg raccomandati dall’ISS per evitare l’insorgere di effetti sensibilizzanti della cute. Anche per una coperta per neonati, interamente composta da pelliccia di agnello si sono registrati preoccupanti valori di questa sostanza, 35mg/kg.

Toxic Fur 2, la pelliccia tossica è sui capi dei bambini: è allarme Cromo
“Il ministero della Salute – afferma Simone Pavesi, responsabile Lav Moda Etica – deve necessariamente prendere atto, come già ha dichiarato la stessa Direzione generale della prevenzione sanitaria che ha disposto il ritiro dal mercato di questi prodotti, che i processi produttivi caratterizzanti le pellicce difficilmente risultano standardizzabili e pertanto, ogni singolo prodotto di pellicceria può contenere sostanze chimiche tossiche e cancerogene, utilizzate in fase di concia, e in concentrazioni anche potenzialmente pericolose per la salute del consumatore, tanto più se questo è in tenera età. E’ pertanto doveroso, nell’interesse dei cittadini e per le fasce più a rischio, disporre il definitivo divieto di vendita di prodotti di pellicceria”.

Le aziende colpite ovviamente si difendono per tutelare il loro buon nome e il commercio. Una di queste appena saputa la notizia, ha subito diffuso un comunicato in cui dice di non aver mai consentito la messa in vendita di merce inquinata da tali sostanze. Quando si era sparsa la voce dei test sui loro prodotti, l'azienda stessa ha deciso di condurre delle analisi in proprio e ha da subito escluso dal mercato le pellicce trattate con sostanze nocive. Per cui se ancora oggi si trovano prodotti “inquinati” non è responsabilità dell’azienda, ma di qualche venditore che non ha voluto toglierli dal mercato. Intanto, per sicurezza, rimangono vietati cappottini, scaldaorecchie, cappucci, piumini e copertine di queste marche, in attesa di ulteriori chiarimenti.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]