Unioni civili, i senatori catto-dem spina nel fianco di Renzi? E l'arma del documento

15 gennaio 2016 ore 12:09, intelligo
Chi sono i “dissidenti del Pd” sulle unioni civili? Si scopre che fra i firmatari del documento con cui si chiede di modificare profondamente il disegno di legge Cirinnà stralciando in particolare la norma sulla stepchild adoption che consente l’adozione per una coppia gay del figlio biologico di uno dei partner non ci sarebbero soltanto senatori marcatamente cattolici, anzi tutt’altro. La battaglia per cambiare il ddl Cirinnà sembrerebbe proprio aver bypassato la dicotomia cattolici e laici in favore di una maggiore prudenza e un più ragionato approfondimento del tema della genitorialità. 
 
Unioni civili, i senatori catto-dem spina nel fianco di Renzi? E l'arma del documento
Si va da cattolici di comprovata fede come Giorgio Tonini, dirigente di punta dell'Azione Cattolica, Roberto Cociancich, Emma Fattorini, a laici come Linda Lanzillotta o Nicola Latorre. 

I presunti firmatari del documento, finiti nella lista nera dei "ribelli" renziani: Bruno Astorre già assessore ai lavori pubblici della Regione Lazio e poi presidente del Consiglio regionale del Lazio, di provenienza democristiana; Roberto Cociancich renziano  presidente della Conferenza Internazionale Cattolica dello Scautismo; Stefano Collina renziano assessore alla cultura dal 1999 al 2000 e poi assessore alle attività produttive e all'economia del Comune di Faenza dal 2000 al 2010.
E poi ancora: Giuseppe Luigi Cucca senatore sardo già consigliere regionale della Sardegna; Vincenzo Cuomo sindaco di Portici nel 2004 e 2009; Giampiero Dalla Zuanna eletto con la lista Scelta Civica per Monti e poi passato al Pd; Mauro Del Barba proveniente dalle fila dell’Ulivo, poi nella Margherita ed infine nel Pd.

Renziana anche Rosa Maria Di Giorgi chiamata a far parte della giunta comunale di Firenze dallo stesso Renzi con delega all’Educazione, alla Legalità e ai Rapporti con il Consiglio Comunale. Veltroniana invece Laura Fasiolo componente della Commissione regionale per le Pari opportunità del Friuli-Venezia Giulia dal 2003 al 2008, negli anni della giunta regionale di Riccardo Illy.
Ultra cattolica è Emma Fattorini studiosa di storia della Chiesa contemporanea, della religiosità nelle società post-moderne e del culto mariano, è ordinario di Storia contemporanea all'Università La Sapienza. Poi c'è Nicoletta Favero consigliere Comune di Biella - già Assessore educazione, politiche sociali, abitative e pari opportunità Comune di Biella - Cavaliere della Repubblica.
Poi ecco Linda  Lanzillotta già Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali nel secondo governo Prodi, e vicepresidente del Senato della Repubblica, prima per Scelta Civica e dal 6 febbraio 2015 per il Partito Democratico. È la moglie dell'ex ministro Franco Bassanini. Ha militato nel PSI, poi nella Margherita, nel Pd veltroniano, poi in Alleanza per l’Italia con Rutelli, con Monti e nuovamente nel Pd renziano.
Sorprende invece la firma di Nicola Latorre già dalemiano e bersaniano dal Pci, al Pds, ai Ds, oggi ritenuto vicino al Premier.
E poi ancora Stefano Lepri, Claudio Moscardelli, Giancarlo Sangalli, Pamela Orrù, Venera Padua, Giorgio Pagliari, Raffaele Ranucci, Roberto Ruta, Angelica Saggese, Giorgio Santini, Francesco Scalia, Gianluca Susta, Giorgio Tonini, Mario Tronti, Vito Vattuone. 
Persone che sono per giunta finite nel mirino delle comunità gay al punto che un sito della galassia omosessuale, Gay.it, è arrivato a pubblicare i loro nomi con tanto di indirizzo di posta elettronica. Qualcuno l'ha definita una vera e propria lista di proscrizione ma al di là dei termini, resta davvero sconcertante il tentativo di condizionare una libera, quanto legittima iniziativa parlamentare. E se lo avessero fatto i cattolici nei confronti dei parlamentari favorevoli ad Ddl Cirinnà? 

Ora, nel documento firmato da 37 deputati Pd si leggerebbe che bisogna stralciare la stepchild adoption oppure "sostituirla con soluzioni normative che, nel garantire la piena tutela ai diritti dei minori, evitino di legittimare o incentivare comportamenti gravemente antigiuridici. Il rischio? Il voto segreto, lo stralcio della legge al Senato.
autore / intelligo
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