Unioni civili, Adinolfi chiama: "In marcia tutte le anime per il ritiro in toto di una legge violenta"

15 gennaio 2016 ore 12:31, Lucia Bigozzi
“Saremo tantissimi, un popolo traversale che si mette in marcia per chiedere il ritiro in toto di una legge brutta, violenta e imbrogliona”. Netto il giudizio di Mario Adinolfi, direttore de il quotidiano La Croce e membro del Comitato “Difendiamo i nostri figli” che ha convocato la piazza anti-ddl Cirinnà il 30 gennaio a Roma. Nell’intervista a Intelligonews ne spiega le ragioni e ne anticipa i dettagli. 

Quanti sarete in piazza e chi sarete? 

«Saremo tantissimi. Quella di piazza San Giovanni fu una manifestazione faticosissima sul versante organizzativo che a livello di mobilitazione scattò il 2 giugno per arrivare in piazza il 20. Oggi la convochiamo il 15 per arrivare in piazza il 30 e faremo anche una marcia che attraverserà Roma: questo per dire quanto siamo sicuri di un popolo senza cartelli. Basti pensare che è un solo comitato a chiamare la piazza, il comitato “Difendiamo i nostri figli” di cui è presidente Massimo Gandolfini, una personalità importante e poi ci sono 14 persone, ciascuno rappresentativo di un certo mondo, tutti trasversalissimi dunque con tutte le anime e le sensibilità. Eppoi ci sarà tantissima gente».

Puntate a raddoppiare il milione di persone in piazza San Giovanni?

«Assolutamente sì. Chi è venuto in piazza il 20 giugno ha scoperto l’Italia, le famiglie si sono messe in marcia spontaneamente per dire difendiamo la famiglia naturale, difendiamo i diritti dei bambini ad avere un papà e una mamma, difendiamo le donne affinchè non debbano mai essere considerate oggetti, o forni di cui servirsi. Su questo si è mossa l’Italia: la nostra è una manifestazione anomala perché totalmente spontanea; non abbiamo neanche il timbro ufficiale della Cei. C’è un elemento di spontaneità derivante da una legge orrenda, da un vergognoso imbroglio che il parlamento sta cercando di fare nei confronti del popolo italiano. Diciamolo chiaramente: marceremo in massa in nome del popolo italiano; qualsiasi sondaggio indica che la maggioranza degli italiani, tra il 70 e l’80 per cento, sono contrari alla stepchild adoption»

Come valuta la pubblicazione sul portale Gay.it dei nomi dei senatori dem contrari alla stepchild adoption?

«Lì si è visto il volto brutale della lobby che preme ed ha sostenitori politici coi quali non cerchiamo alcuna trattativa. Noi vogliamo il ritiro di una pessima legge: nessun dialogo con chi fa una sorta di lista di proscrizione o invoca l’espulsione dal Pd di chi non la pensa come loro. Questa è una legge violenta nei confronti dei bambini e li trasforma in oggetti di compravendita. La dimostrazione ulteriore è nel combinato disposto tra il ddl Cirinna e il ddl Scalfarotto che prevede sei anni di carcere a chi la pensa come me. Sta qui l’anima illiberale e autoritaria e per questo noi aprendo l’edizione straordinaria de La Croce per dare l’ufficialità della manifestazione del 30 gennaio, l’abbiamo chiamata “La marcia di San Giovanni”: sarà infatti una marcia anche per la libertà e la democrazia»

Come legge l’emendamento dei 37 senatori dem contrari alle stepchild adoption e che propongono l’affido rafforzato?

«Questa è una legge bruttissima. Per un anno e con ostinazione noi abbiamo cercato di svelare l’imbroglio che si celava dietro a formulette in inglese o all’incomprensibile articolo 5. Ora che il gioco delle tre carte compiuto da alcuni politici che sottovalutavano l’intelligenza del popolo italiano è stato svelato, tutti ammettono e sono emersi i profondi dissensi in tutte le aree politiche, compresa quella da cui provengo. Due anni fa ho scritto il libro “Voglio la mamma. Contro i falsi miti di progresso” con la copertina rossa: era un ragionamento rivolto alla sinistra affinchè avviasse una riflessione sulla 17esima legislatura, avendo letto forse per primo in Italia, il ddl Cirinnà e averlo analizzato bene sulle stepchild adoption. Ora anche a sinistra una logica che vuole trasformare i più deboli in oggetti dei diritti dei più ricchi, diventa irricevibile. Non c'è alcuna possibilità di mediazione: la legge è brutta e non è emendabile, va ritirata in toto, ricordando che in qualsiasi sistema giuridico dove ci sono le unioni civili ci sono i diritti di filiazione collegati. L’elemento centrale che va segnalato è che non esiste il diritto ad avere un figlio e, invece, questo è l’unico vero diritto che il ddl Cirinnà vuole inserire insieme alla pensione di reversibilità; tutti gli altri diritti già ce l’hanno. Bisogna infine dire che quella legge è per avere i diritti sui bambini, ma i bambini sono soggetti di diritti e non oggetto dei diritti degli adulti»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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