Unioni civili, Russo: "Io, un mediatore. Spero che la piazza ribadisca la saggezza di Galantino"

15 gennaio 2016 ore 13:42, Lucia Bigozzi
Uno: “Da cattolico spero che una piazza di cattolici sappia ribadire le cose sagge espresse dal segretario generale della Cei, Galantino”. Due: “Rischio gravissimo fare liste di proscrizione proprio da parte di un pezzo del mondo omosessuale che in passato ha subìto discriminazioni e attacchi similari”. Tre: “La maggior parte dei 35 senatori messi alla gogna senza alcuna verifica, ha già ribadito che qualsiasi sia l’esito della votazione sulla stepchild adoption, ci sarà il loro voto favorevole alla legge". Quattro: "Senza un accordo dentro il gruppo Pd e auspicabilmente dentro la maggioranza di governo, il rischio di emendamenti che a voto segreto stravolgano parti importanti della legge, è molto alto”. Quattro concetti sui quali il senatore dem Francesco Russo incardina l’analisi sul ddl Cirinnà nella conversazione con Intelligonews. Nel suo ruolo di segretario del gruppo Pd a Palazzo Madama sta lavorando all'obiettivo di “creare le condizioni per arrivare a una convergenza più larga possibile, su un punto di mediazione”. 

Come legge la piazza del 30 gennaio a Roma?

«Spero sempre in manifestazioni, tutte legittime, che concorrano a costruire le condizioni di dialogo e mediazione necessarie su temi importanti. Spero non ci siano crociate su un tema del genere, né da una parte né dall’altra. In questi giorni mi spaventano coloro che alzano la voce e si dimostrano indisponibili a venire incontro alle ragioni degli altri; e questo in democrazia non va mai bene. Da cattolico, spero che una piazza di cattolici sappia ribadire le cose sagge espresse dal segretario generale della Cei, Galantino».

Però Mario Adinolfi, membro del Comitato “Difendiamo i nostri figli” che ha convocato la manifestazione, a Intelligonews dice che non c’è alcuna possibilità di mediazione e che il ddl Cirinnà va ritirato in toto. Come la mette? 

«Per fortuna e fino a prova contraria, Adinolfi non è il segretario generale della Cei»

Il suo nome insieme a quello di altri colleghi è comparso sul portale Gay.it nell’elenco dei senatori Pd contrari all’approvazione della legge sulle unioni civili. Che effetto le fa?

«Primo: considero un rischio gravissimo fare liste di proscrizione proprio da parte di un pezzo del mondo omosessuale che in passato ha subìto discriminazioni e attacchi similari. Secondo: come ho avuto modo di ribadire, sono tra coloro che in questo momento si stanno spendendo per trovare un punto di mediazione nell’Aula del Senato, per portare a casa una legge che rischia di naufragare se i toni dovessero divenire troppo accesi. Molti colleghi, credenti e non credenti, stanno esprimendo dei dubbi su come la stepchild adoption lasci irrisolto un tema decisivo come quello dell’utero in affitto, dello sfruttamento del corpo delle donne e della necessità di rimettere al centro i diritti dei bambini, prima ancora del desiderio degli adulti. Detto questo, ribadisco smentendo le bufale giornalistiche del sito Gay.it, che la stragrande maggioranza del gruppo Pd è impegnato a far approvare la legge e agli esponenti di Gay.it dico che in questo momento proprio azioni come quella di ieri, la mettono più a rischio»

Se l’emendamento dei 35 senatori dem di cui si parla in queste ore venisse presentato e fosse respinto dall’Aula, la legge Cirinnà potrebbe non passare?

«La maggiorparte dei 35 senatori che sono stati messi alla gogna senza alcuna verifica, ha già ribadito che qualsiasi sia l’esito della votazione sulla stepchild adoption, ci sarà il loro voto favorevole alla legge. Però, dobbiamo essere tutti consapevoli del rischio che senza un accordo dentro il gruppo Pd e auspicabilmente dentro la maggioranza di governo, il rischio di emendamenti che a voto segreto stravolgano parti importanti della legge, è molto alto. Così come è alto il rischio che i 5Stelle, per convenienza politica, alla fine votino in modo da non far passare il provvedimento, per mettere in difficoltà Renzi»

In questa fase cosa si sentirebbe di dire al premier?

«Renzi, giustamente, ha affidato all’Aula la responsabilità dell’esito della legge. Io spero che si trovi il modo per isolare gli opposti estremismi e trovare soluzioni di buon senso che, anche attraverso i sondaggi, gli italiani ci stanno indicando»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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