Roma: fuoco in capannone dei cinesi, un morto. Fatalità o degrado?

15 gennaio 2016 ore 20:59, Adriano Scianca
Roma: fuoco in capannone dei cinesi, un morto. Fatalità o degrado?
C'è stato un morto nel rogo divampato nella notte in una zona industriale della periferia est di Roma. Le fiamme sarebbero partite da una struttura gestita da cittadini cinesi, dove erano stipati materiali destinati alla vendita. Un uomo è ferito e cinque persone sono lievemente intossicate. L'incendio è scoppiato intorno alle 22 di giovedì, ma il corpo carbonizzato della vittima è stato trovato solo la mattina dopo dai vigili del fuoco, intervenuti con 14 automezzi. Per i soccorsi sono arrivati anche polizia e personale del 118. L'uomo rimasto ferito è il marito della proprietaria del deposito, trasferito in codice giallo al Policlinico Casilino e poi all'Umberto I. Gli intossicati, tratti in salvo dai vigili del fuoco, si erano rifugiati sul tetto del capannone per sfuggire alle fiamme. Il magazzino è andato completamente distrutto. Tutta la zona è stata inoltre avvolta per ore da una densa nube di fumo che ha messo in apprensione gli abitanti del quartiere. 

Ma non è stato l'unico incendio delle scorse ore, nella capitale. Questa mattina, nell'area dell'ex Vela Mar, al civico 295 di via della Magliana, un'altra colonna di fumo densa e nera in seguito all'incendio di uno stabile usato da clochard e sbandati di zona. Poco prima stesso copione nell'area Nord della Capitale, dove alcune baracche del campo rom dell'Acquacetosa di via del Foro Italico sono andate distrutte dalle fiamme. E ancora, negli scorsi giorni: di nuovo in via della Magliana il 13 gennaio è scoppiato un rogo scoppiato in una cabina Acea all'interno della quale vivevano tre senza fissa dimora. 

Come si vede, la presenza di insediamenti abusivi e degrado, uniti alle giornate di freddo dei giorni scorsi, crea situazioni ingestibili che possono sfociare in tragedia. Lo stesso vale per alcuni capannoni e strutture utilizzate, spesso proprio da commercianti cinesi, anche per far vivere operai più o meno schiavizzati in condizioni decisamente poco decorose. Insomma, il ripetersi di roghi nella capitale potrebbe non essere il frutto di fatalità, ma riguardare il sempre più pressante problema del degrado e della mancanza di controlli.
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