Brugnaro conquista Venezia e Berlusconi ha la conferma: si vince col nuovo

15 giugno 2015, Americo Mascarucci
Brugnaro conquista Venezia e Berlusconi ha la conferma: si vince col nuovo
Non è bastato al Partito Democratico puntare su un magistrato per evitare la “Caporetto” nella città lagunare. A Venezia il ballottaggio delle elezioni comunali è stato vinto dal centrodestra, il nuovo sindaco si chiama Luigi Brugnaro e fino a questa notte probabilmente era sconosciuto ai più. 

Fino a poco tempo fa era sconosciuto anche a molti degli elettori che lo hanno votato e che di politica masticano poco o nulla e che gli hanno permesso di mettere fine all’egemonia del centrosinistra, in quello che per anni è stato il feudo del filosofo Massimo Cacciari, ex Ds, oggi voce critica della sinistra. 

Un brutto colpo per il premier Matteo Renzi, una sconfitta che brucia, ancora di più perché proprio la candidatura di Felice Casson “unta” dalle primarie, sembrava al Pd la classica “ciliegina sulla torta”, la medicina migliore per purgare il centrosinistra dello “scandalo Mose” che aveva portato, fra gli altri, all’arresto dell’ex sindaco Giorgio Orsoni. Invece, alla fine ha vinto il centrodestra nonostante nello scandalo Mose sia coinvolto anche l’ex governatore di Forza Italia Giancarlo Galan. 

Brugnaro, imprenditore e dirigente d’azienda, presidente di Humana Holding e già presidente di Confindustria Venezia è stato ritenuto dagli elettori più credibile del candidato del Pd, espressione forse di una politica che per troppi anni ha dominato nel capoluogo veneto e che comunque la si pensi, negli ultimi anni è sembrata più caratterizzata da ombre che da luci. 

Ci voleva un imprenditore prestato alla politica per far voltare pagina a Venezia? Evidentemente sì e la vittoria di Brugnaro molto probabilmente tornerà utile a Silvio Berlusconi per accelerare quel percorso di rinnovamento che ha in mente da tempo. Non è un mistero infatti che l’ex presidente del Consiglio e leader del centrodestra (Salvini permettendo) sogni un ritorno alla Forza Italia dalle origini, attraverso l’innesto nel partito di volti nuovi, soprattutto imprenditori. 
Un’operazione che è stata a lungo osteggiata dalla “vecchia guardia” ossia i politici che ormai da anni hanno assunto rendite di posizioni nel partito, il Pdl prima, Forza Italia poi. 

Deluso dalle ribellioni dei Fitto e dei Verdini ma soprattutto preoccupato dai sondaggi e dai risultati elettorali che danno gli azzurri praticamente in coma, l’ex Cavaliere sarebbe pronto a favorire quella “terapia d’urto” più volte annunciata, ossia un profondo repulisti che porti appunto al completo rinnovamento di Forza Italia anche a costo di perdere i politici professionisti che Berlusconi parrebbe sopportare ogni giorno di meno. 

Fino ad ora questa operazione è stata a lungo rinviata, ma oggi a sentire i bene informati sarebbe sul punto di essere attuata in tutta la sua crudezza, senza sconti per nessuno. La vittoria di Brugnaro, imprenditore mai ‘compromesso’ con la politica, estraneo alle logiche di partito, ma capace di battere un candidato di prestigio come il magistrato Casson (ma non sarà il caso che nel Pd si inizi a riflettere sull’opportunità di candidare magistrati nel momento in cui la fiducia degli italiani nell’autonomia e nell’imparzialità della giustizia è sempre più ai minimi storici?) sembra offrire proprio a Berlusconi il pretesto migliore per dare inizio ai giochi. Infatti è stato soltanto grazie ad un “volto nuovo”, un esponente del mondo delle professioni che il centrodestra è riuscito a conquistare dopo anni di inutili tentativi, una città del centrosinistra. 

E probabilmente non saranno pochi dentro Forza Italia a non brindare ad una vittoria che sembra confermare le convinzioni dell’ex Cavaliere circa l’esigenza di fare “piazza pulita” dei vecchi politici. 

La sconfitta di Venezia rappresenta poi un campanello d’allarme per Renzi e il Pd. Il 41% delle europee sembrerebbe iniziare a scemare, complice forse un’azione di governo che comincia a non essere più tanto apprezzata dagli italiani soprattutto a ridosso del pagamento di Imu, Tasi, Irpef, Imu agricola e chi più ne ha ne metta. La luna di miele fra Renzi e gli italiani dunque è giunta al tramonto? Presto per dirlo, ma di certo da oggi gli oppositori interni del premier avranno un’arma in più per contrastare il decisionismo renziano.

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