Sesso coi caschi blu e non è la prima volta: via ai test del Dna

15 giugno 2015, Marta Moriconi
Sesso coi caschi blu e non è la prima volta: via ai test del Dna
  Sesso coi caschi blu, sembra impossibile e eppure la denuncia pesava da tempo, e non è neanche la prima volta. Ma ora è il momento dei test del Dna

Va conosciuta la paternità dei bambini nati dopo i rapporti sessuali tra gli uomini delle truppe Onu e le donne, blandite con la scusa, pare, di sostegni umanitari. 

Le Nazioni Unite vogliono vederci chiaro, sono o no state sfruttate sessualmente le donne delle popolazioni locali in cambio di aiuti che potevano essere il denaro, ma anche cibo, telefonini, scarpe e profumi? Non si respira un clima sereno alle Nazioni Unite che sono arrivate al termine di un lungo percorso di indagini. Diverse erano state le denunce da parte delle organizzazioni non governative. 

In particolare i militari dell'Onu avrebbero preteso prestazioni sessuali dalle popolazioni locali in cambio di varie utilità che potevano essere il denaro, ma anche cibo, telefonini, scarpe e profumi.

D’altronde, non sarebbe la prima volta che i caschi blu delle Nazioni Unite si rendono responsabili di atti illeciti nell’esercizio delle loro funzioni. 

Come ha già analizzato IntelligoNews, basti ricordare i casi del Congo, del Kosovo e della Bosnia, gli unici finora a essere stati ufficialmente riconosciuti e sanzionati. La questione è altamente delicata, soprattutto per ciò che riguarda chi dovrebbe essere responsabile per le azioni commesse dai peacekeepers, e far valere tale responsabilità nell’avvio e nella condotta dei necessari procedimenti disciplinari. Talmente delicata che una bozza di convenzione sulla responsabilità penale dei peacekeepers, capace di impedire l’impunità dei caschi blu per i reati commessi, è ferma da anni in seno a uno dei tanti comitati dell’Assemblea Generale dell’ONU. 

Per questo il test del dna potrebbe consentire ai piccoli, almeno, di ricevere un aiuto per la loro crescita, purché i Paesi che hanno contribuito a fornire i soldati Onu accolgano la richiesta, che può essere rifiutata. E intanto si pensa al futuro: serve una banca dati del Dna per tutte le truppe fornite dai Paesi membri come caschi blu. che sia la svolta? Oppure no...


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