Ballottaggi, Geloni: “Renzi ha perso nella sua Capitale. Ora fare i conti con la realtà”

15 giugno 2015, Andrea Barcariol
Ballottaggi, Geloni: “Renzi ha perso nella sua Capitale. Ora fare i conti con la realtà”
“Il Partito Democratico ha perso dove non doveva perdere”. Questo in sintesi il pensiero della giornalista Chiara Geloni (ex direttore di Youdem la web tv del Pd) che, intervistata da IntelligoNews, auspica una riflessione comune all’interno del partito e un cambio di strategia: “La strada intrapresa da Renzi forse non è quella giusta”.

Cosa significa, anche simbolicamente, la sconfitta del Pd a Venezia e che ripercussioni avrà a livello nazionale?

«Non darei particolari valori simbolici a una città dove c’erano tanti problemi, anche giudiziari. E' il segno delle difficoltà elettorali del Pd che ha problemi sia sulla destra sia sulla sua sinistra e deve quindi riflettere sulla strategia».

L’effetto Renzi si sta attenuando progressivamente?

«Non so cosa significhi l’effetto Renzi, credo che ci sia stato un investimento di fiducia eccezionale per varie circostanze che si sono verificate l’anno scorso, mentre da un po’ di tempo il Pd comincia a fare i conti con la realtà. Si tratta sempre di elezioni amministrative ma la tendenza è abbastanza consolidata e preoccupante e forse dimostra che la strada intrapresa da Renzi non è proprio quella giusta».

Non piace la politica buonista della sinistra sui migranti?


«Veramente questa politica buonista sui migranti non la vedo, se non nella propaganda della destra, semmai manca una risposta del governo che non sia solo: “L’Europa deve aiutarci”. Non vedo neanche una risposta della sinistra europea, basta vedere cosa sta facendo la Francia. Il problema è complesso e la sinistra sia italiana sia europea non stanno trovando le risposte».

Forse è stato un errore sbandierare l’apertura dell’Ue sui migranti che in realtà non c’è stata.


«E’ stata un’apertura sempre molto teorica. Purtroppo in Europa prevalgono gli interessi nazionali, soprattutto quelli degli Stati più forti, più ricchi e meno esposti degli altri».


Più importante il dato sulla crescita delle liste civiche o dell’astensionismo?


«Le liste civiche mi sembrano un fenomeno consolidato e già studiato in occasione del primo turno. Hanno ottenuto risultati importanti ma non si possono considerare la ragione unica della perdita di consensi del Pd rispetto al voto delle Europee o delle ultime amministrative del 2010, più propriamente paragonabili. Il centrosinistra perde voti anche dove non ci sono liste civiche. Il problema va oltre, il simbolo secondo me non è solo Venezia, ci sono anche Matera e Arezzo, tre città, del sud, del centro e del nord, con candidati diversi e situazioni diverse. Il centrosinistra perde anche dove non doveva perdere. Il problema è serio e non si può risolvere con accuse di basso profilo, va affrontato politicamente senza slogan possibilmente con una riflessione strategica a cui tutto il Pd deve contribuire, senza cercare i colpevoli».

Tra le città dove “il Pd non doveva perdere” c’è anche Arezzo, a casa della Boschi.

«Una regione che è la patria del renzismo, in una città che è una delle capitali del renzismo, insieme a Firenze… Così come ha perso a Matera dove fino a qualche anno fa il centrosinistra non aveva avversari e ha perso a Venezia una città che ha sempre governato. Sono tre risultati molto preoccupanti nel loro insieme perché stanno a significare che il problema è generale e non locale».

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