Sicilia a 5Stelle nella patria di Crocetta. E c'è anche il ‘giallo’ informatico

15 giugno 2015, intelligo
Sicilia a 5Stelle nella patria di Crocetta. E c'è anche il ‘giallo’ informatico
Sicilia, voto choc. Tra l’effetto black out informatico che ha rallentato lo spoglio e l’avanzata dei grillini sull’Isola con la conquista di Gela, città del governatore Crocetta, il turno dei ballottaggi riserva sorprese che vanno oltre i pronostici.

Tredici i Comuni al voto: occhi puntati sulla sfida nell’unico capoluogo di provincia chiamato alle urne, Enna, dove all’appello mancano ancora una dozzina di sezioni da scrutinare. Lo scenario che si va delineando vede l’outsider Maurizio Dipietro (ex diesse appoggiato da liste civiche) in testa con il 52,2% sul candidato di centrosinistra Mirello Crisafulli , nonché segretario provinciale del Pd, in corsa però senza il simbolo di partito.

GELA AL M5S. Qui il vincitore c’è già. E’ Domenico Messinese del M5S che ha battuto Angelo Fasulo, sindaco uscente e candidato fortemente voluto dal governatore Crocetta che della città siciliana è stato a sua volta primo cittadino. Nel quartiere generale grillino è festa grande, anche perché Messinese si è affermato col 64,51 per cento dei voti, di fatto, doppiando il ‘crocettiano’ Fasulo che ha già fatto gli auguri al vincitore. Ma c’è un’altra piazza siciliana dove il Movimento di Grillo è a un passo dalla vittoria: Augusta. A metà spoglio nelle sezioni la candidata grillina Maria Concetta Di Pietro ha riportato il 78 per cento dei consensi contro il 22 per cento del candidato sostenuto dalle liste civiche Domenico Paci.

BLACK OUT INFORMATICO. Il rallentamento del flusso dei dati elettorali è dovuto al fatto che il sito della Regione a un certo punto, è andato in tilt. Ma dietro all’intoppo non ci sarebbero questioni di server o strettamente collegate ad algoritmi ed informatica. Il motivo starebbe nella condizione di morosità della Regione nei confronti della partecipata specializzata in servizi informatici e guidata dall’ex pm Antonio Ingroia, nonché ex leader della lista “Rivoluzione civile” e la relativa decisione da parte del socio privato, di sospendere il servizio erogato all’istituzione regionale. Insomma, il socio privato della partecipata avrebbe deciso di staccare la spina ai ‘cervelloni’ informatici. Decisione definita “gravissima, inaccettabile e inaudita” dallo stesso Ingroia.

LuBi
autore / intelligo
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