Reggio Emilia Ko, Milano festeggia il 27° scudetto ma dice addio a Gentile

15 giugno 2016 ore 7:30, Andrea Barcariol
C'è una Milano dello sport che vince, anzi domina. E' l'Olimpia che nel basket conquista lo scudetto (il ventisettesimo della sua storia). Il giorno dopo l'impresa, però, a tenere banco è il possibile addio del capitano Alessandro Gentile che potrebbe raggiungere alcuni compagni di nazionali (Belinelli e Gallinari) in Nba. «Forse ho giocato la mia ultima partita con questa maglia –ammette  Gentile, 16 punti in gara 6  – mi godo una vittoria che sa di liberazione, più che di gioia. La gioia era arrivata con il primo scudetto, nel 2014».  Un'esperienza tentata con poco successo anche da Gigi Datome dopo aver sfiorato lo scudetto con Roma nel 2013.
Gentile ha un contratto con Milano fino al 2018, ma con opzioni di uscita che possono scattare nel caso di chiamata dalla Nba: gli Houston Rockets al momento detengono i diritti americani su di lui e forse, dopo averlo lasciato per due anni all'Olimpia, potrebbero aver deciso di dargli una chance. A Houston, tra l'altro, è arrivato come allenatore Mike D'Antoni, che dell'Olimpia fu una delle stelle dello squadrone degli anni 80. «Non lo so, ora penso soltanto a festeggiare. Non ho parlato con gli Houston Rockets (che detengono i diritti Nba di Ale, ndr), e non so dire se l’arrivo di Mike D’Antoni sia un vantaggio: non ci siamo sentiti».

Reggio Emilia Ko, Milano festeggia il 27° scudetto ma dice addio a Gentile
Sul talento azzurro non c'è solo l'ipotesi Nba, anche il Barcellona che ha già più volte manifestato interesse Gentile ma la dirigenza preferirebbe la soluzione americana, anche per non dare alla concorrenza europea un giocatore di livello. Per il momento il leader dell'Armani potrà godersi il secondo successo stagionale dopo la Coppa Italia (vinta 82 a 76 contro Avellino e dopo 20 anni di attesa): «Tutti erano pronti a criticarci e a criticarmi, ma poi parla il campo. La squadra ha vinto scudetto e Coppa Italia, è ciò che volevo quando decisi di restare qui: per me, sono tre trofei a 23 anni, e da capitano più giovane. E’ questo che mi resta dentro».

 



 



 

Fra pochi giorni sarà in azzurro: arriva al Preolimpico con il morale giusto?  

«È presto per parlarne, ora festeggio lo scudetto, poi penseremo al grande viaggio con la Nazionale».
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