Infiammazioni causa di tumori come "poliziotti corrotti": premio a oncologo Mantovani

15 giugno 2016 ore 16:58, Americo Mascarucci
Alberto Mantovani direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, docente alla Humanitas University e scienziato italiano più citato al mondo è il vincitore del secondo Premio europeo di oncologia 2016, assegnato dall'Organizzazione degli Istituti europei del cancro (Oeci) fondata nel 1979 da Umberto Veronesi.
Mantovani riceverà il premio il 16 giugno a Bruxelles alla presenza della Principessa Astrid del Belgio.
Il riconoscimento gli viene attribuito per il contributo chiave agli studi che hanno aperto all'immunoterapia, nuova frontiera delle cure anti-cancro, dimostrando il ruolo del microambiente infiammatorio attorno alla cellula tumorale. 
"Negli ultimi anni - spiega Mantovani - in medicina abbiamo assistito all'avverarsi di un sogno lungo 100 anni: le armi naturali del nostro sistema immunitario si sono affiancate con successo alle terapie più tradizionali, chirurgia, chemio e radioterapia, terapie mirate, nella lotta al cancro. Per il futuro, approfondire la conoscenza della macchina straordinaria delle nostre difese ci permetterà di imparare a pilotarla sempre più e meglio contro i tumori. Il premio Oeci viene attribuito a me, ma il merito deve andare anche ai miei collaboratori e all'Associazione italiana per la ricerca sul cancro che ha sempre sostenuto le mie ricerche. Questo importante riconoscimento è per me uno stimolo a fare sempre di più e meglio".

Infiammazioni causa di tumori come 'poliziotti corrotti': premio a oncologo Mantovani
Mantovani poi spiega nel dettaglio i risultati della sua ricerca contro quelli che definisce "i poliziotti corrotti" o "servizi segreti deviati", cellule che dovrebbero contrastare il tumore e finiscono per agevolarlo:
"Non basta più distruggere le cellule tumorali con la chemioterapia (che ammazza anche le cellule sane) o con la radioterapia o con la targeted therapy (colpisce solo le cellule tumorali, non quelle sane): bisogna agire sul sistema immunitario e sull'infiammazione. Due sono le vie — commenta Mantovani — Una è quella che toglie i freni a certe cellule immunitarie, i linfociti bloccati dal tumore, e li rende di nuovo capaci di aggredire le cellule tumorali. Un altro è quello di agire su altre cellule immunitarie, come i macrofagi, i servizi segreti deviati: sono cellule che dovrebbero fare piazza pulita dei tumori, ma in realtà ne alimentano la crescita proprio perché producono sostanze infiammatorie. L’obiettivo è quello di bloccare queste sostanze che rappresentano linfa vitale per i tumori. Ci stiamo provando". 

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