Prestito pensioni, Borghi (Ln): "Indebitarci per avere ciò che è nostro. Rendiamoci conto"

15 giugno 2016 ore 13:21, Adriano Scianca
"Uno deve indebitarsi per avere ciò che è suo. Geniale". Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord, commenta così la proposta del governo circa il prestito ventennale da collegare alle pensioni anticipate. E a IntelligoNews spiega: "La crisi è scoppiata per il debito privato, non pubblico. E per risolverla il governo vuole far indebitare ancora di più gli italiani".

Cosa pensa della proposta del governo?

«È geniale, uno deve indebitarsi per avere ciò che è suo. Non so se ci rendiamo conto della trovata geniale». 

Sembra di capire che non sia molto convinto...

Prestito pensioni, Borghi (Ln): 'Indebitarci per avere ciò che è nostro. Rendiamoci conto'
«Dunque, io contraggo un debito con la banca che è a tutti gli effetti assimilabile alla cessione del quinto dello stipendio. Ora se può avere senso un prestito agevolato con la cessione del quinto per far fronte a una spesa imprevista, non si capisce che senso abbia se lo faccio per ottenere un prestito per il pensionamento. Il cittadino si trova ulteriormente indebitato in un momento in cui il problema è proprio il debito privato».

Come si dovrebbe agire, invece, secondo lei?

«Vogliamo affrontare il tema della flessibilità in uscita? Facciamo così: intanto i miei contributi devono essere riconosciuti e tassati in maniera equa e non predatoria, come invece accade oggi. Dopodiché vengono distribuiti secondo l'età residuale e che non include l'eventuale reversibilità. Facciamo una cosa normale, equa, lineare: tu hai pagato i contributi, che devono essere tassati in modo ragionevole, dopodiché puoi riaverli indietro come cavolo vuoi. Vuoi andare in pensione a 50 anni? Bene. Qual è l'aspettativa di vita? Questa. Perfetto: i tuoi contributi ti saranno pagati in maniera ridotta da qui in avanti fino a quando è l'aspettativa di vita».

C'è poi la questione della “premorienza”: se il pensionato muore prima dei 20 anni, chi lo ripaga il prestito?

«Vede, tutte le questioni in cui si parla di debiti/crediti hanno prima o poi qualcuno che ci perde. Sembra che il debito sia una creatura venuta dallo spazio che non ha come controparte un creditore. Si veda, a tal proposito, il surreale dibattito per il ballottaggio al Comune di Roma. Sia Giachetti che Raggi pensano di rinegoziare il debito pubblico cittadino o addirittura di non pagarlo. Ma quel debito ha un creditore, che nel caso specifico è la Cassa depositi e prestiti. Che siamo noi, in senso lato, e che più precisamente rappresenta i risparmiatori postali. L'idea che il debito sia una malapianta che io posso strappare facendo un atto meritorio è quanto meno ingenua. In questo caso si vuole aumentare il debito privato. Ora, ricordiamo che noi non siamo andati in crisi per il debito pubblico, ma per il debito privato. E quindi per uscirne cosa facciamo? Incrementiamo il debito privato. E questo non è geniale?».

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