Usa 2016: Hillary verso la vittoria ma Trump fa paura (come Brexit)

15 giugno 2016 ore 15:03, Lucia Bigozzi
Hillary Clinton si aggiudica le primarie dem a Washington e si avvia col vento in vela alla convention che chiude la campagna elettorale per la Casa Bianca, il prossimo novembre. Così secondo le proiezioni dei media americani che la danno all’80 per cento, con già in tasca la maggioranza dei delegati democratici, indispensabili per ottenere la nomination. Stasera la Cliton dovrebbe incontrare il suo avversario diretto, ovvero Bernie Sanders che ancora non ha deciso di gettare la spugna. La Clinton avanza anche nei sondaggi che le assegnano 12 punti di vantaggio sul competitor del fronte repubblicano, Donald Trump. Ma il magnate americano continua a mietere successi e a convincere quella parte di America ‘profonda’ e conservatrice. Identità e sicurezza, sono i cavalli di battaglia che in questo momento consegnano a Trump la dimensione di una corsa e una sfida certamente non facili ma possibili. Tornando ai sondaggi, secondo quello di Bloomberg Politics, il 49% degli americani dichiara di voler votare la Clinton, mentre il 37 per cento sceglie Trump; segue poi il candidato libertarian, Gary Johnson con il 9% dei consensi, che potrebbe essere votato da chi non vuole sostenere Trump. Sul magnate americano, infatti, restano più di una perplessità a livello di opinione pubblica per il suo modo di fare e per la visione alquanto “integralista”: sarebbero queste le fiches sulle quali la Clinton cerca di incrementare il “tesoretto” di consensi a suo vantaggio nella speranza di allungare sempre più le distanze dal suo inseguitore. Il 55% del campione testato dice che non voterebbe mai per Trump, mentre il 43% non lo farebbe mai nei confronti della Clinton. Come si vede, si tratta di una sfida aperta e da qui al prossimo novembre la strada è ancora molto lunga e le sorprese non mancheranno. 

Usa 2016: Hillary verso la vittoria ma Trump fa paura (come Brexit)
In mezzo c’è l’incognita Brexit il cui “spettro” aleggia anche in America
: la preoccupazione della maggiorparte degli analisti riguarda, comprensibilmente, gli effetti di una potenziale vittoria del fronte che sostiene l’uscita del Regno Unito dall’euro e dal contesto dell’Ue. Considerando la storia affinità anglosassone, è facile considerare il livello di preoccupazione degli americani che all’Inghilterra sono legati non solo da una storia comune, ma anche e soprattutto da interessi economici. E se il Regno Unito si avviasse verso un graduale ma inesorabile isolamento rispetto alla comunità europea, le ripercussioni si farebbero sentire anche Oltreoceano. E in un momento in cui proprio l’America di Obama sta spingendo per convincere l’Europa a varare il Ttip, l’effetto Brexit potrebbe rivelarsi quell’”arma letale” che Washington vuole assolutamente scongiurare. 
autore / Lucia Bigozzi
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