Pdf oscurato su FB, Amato: " Noi resistenza. Altri ricordano il sistema della Repubblica Popolare Cinese"

15 giugno 2016 ore 15:45, Marco Guerra
“Siamo l’unica voce politica che si oppone alla dittatura del pensiero unico”. E' Gianfranco Amato, ideatore insieme a Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia, che parla ad Intelligonews dei motivi che hanno portato all’oscuramento su Facebook del logo del partito e attacca: “Si sta realizzando la denuncia profetica di Pasolini, è in atto la grande omologazione culturale mossa da logiche economiche". 

Come pensate di procedere contro l’oscuramento del vostro logo da parte di Facebook e annunciato ieri da Mario Adinolfi?

“Anzitutto, la cosa più importante è denunciare questa forma di deriva totalitaria che non è neanche più strisciante ma plateale; questo [episodio è la dimostrazione di quanto sia drammaticamente concreta la denuncia che Papa Francesco fa riguardo al fatto che viviamo in una dittatura del pensiero unico, cosa che il Pontefice conosce bene perché la dittatura l’ha sperimentata. E’ assurdo che questa denuncia non venga presa sul serio da alcuni ambienti, anche cattolici; del Papa si prende ad intermittenza solo quello che fa comodo. Siamo quindi a tutti gli effetti in una dittatura, e di fronte ad essa ci sono solo tre atteggiamenti possibili la connivenza, cioè
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l’indifferenza generalizzata; la complicità, quindi fare gli aguzzini del potere oppure la resistenza, che vuol dire avere il coraggio di opporsi a questa dittatura e pagare. L’opposizione, che a costo zero non è possibile e questo è il prezzo che stiamo pagando, ovvero l’oscuramento, per essere le voci più coraggiose di questa resistenza alla dittatura del pensiero unico denunciata da Papa Francesco”. 

Sul piano legale cosa farete? 

“Noi useremo sempre tutti i mezzi consentiti dalla legge per difendere il nostro logo. Ma attenzione, spegnere una voce libera nella rete ricorda troppo da vicino il sistema della Repubblica Popolare Cinese”. 

Avete avuto solidarietà inaspettate, abbiamo visto il Giuseppe Cruciani che si è fatto fotografare con la spilla del Popolo della Famiglia…

“Fortunatamente il popolo italiano non è ancora del tutto anestetizzato, qualche piccola voce preoccupata per questa deriva totalitaria ancora si leva e non necessariamente da una sola parte. C’è ancora qualche intelligenza viva che ha il coraggio di denunciare, come Pier Paolo Pasolini, il potere trans-nazionale, senza volto, che punta alla grande omologazione culturale mosso da logiche economiche. Oggi si sta realizzando la denuncia profetica di Pasolini mossa quarant’anni fa”. 

Il killer di Orlando era gay o quanto meno aveva pulsioni omosessuali e apriti cielo. Un turbinio di opinioni e analisi sono scese a cascata sui media. Cosa ne pensa, l'omofobia c'entra ancora? 

“E’ solita storia dell’omofobia interiorizzata. Un concetto delirante. Di fronte alla impossibilità di giustificare l’accaduto, perché diventa imbarazzante, si ricorre a questa stupidaggine, dell’omofobia interiorizzata, secondo la quale gli omosessuali che non si accettano diventano tutti omofobi. Questo è anche uno dei motivi per cui dicono che i gay che intraprendono un percorso per diventare eterosessuali in realtà covano una grande omofobia. La loro equazione è l’omosessuale che non si accetta, o vive con difficoltà la sua sessualità, è un omofobo. Non lo sa ma è un omofobo. Ora piangiamo giustamente i cinquanta morti di Orlando e noi anche i 322 cristiani uccisi nel mondo ogni mese in odio alla loro fede. Sono circa dieci al giorno in media. Oltre 700 cristiani subiscono poi ogni mese violenze e persecuzioni di ogni tipo e, sempre ogni mese, una media di 214 tra chiese e luoghi e di culto vengono attaccati. Ma perché nessuno fiata? Quanto tutto i giorni assistiamo a questo genocidio dove sono quelli che piangono le vittime di Orlando? Non si può piangere con un solo occhio”. 


autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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