Brexit, Rinaldi: "Ma quali effetti devastanti per gli inglesi. Draghi corre ma tempo è scaduto"

15 giugno 2016 ore 16:25, Lucia Bigozzi
“L’Europa ha paura di Brexit, Draghi ora corre ma ormai il tempo è scaduto. Nessun effetto devastante per i cittadini britannici se vince il sì”. E’ l’analisi di Antonio Maria Rinaldi, economista e docente di Finanza Aziendale all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti – Pescara che nella conversazione con Intelligonews passa ai raggi X la mossa di Draghi e descrive lo scenario possibile tra Gran Bretagne e Europa. 

Anche Draghi si sta muovendo per tamponare il rischio Brexit, mentre prima il tema era sottovalutato: da fuciliere a paracadutista. E’ così e secondo lei qual è il paracadute? 

"Evidentemente hanno paura, se ne sono accorti adesso ma è tardi. D’altronde, il fatto che gli uomini ai vertici dell’Unione europea siano completamente al di fuori dalla realtà, è ormai un dato acclarato. Se non si sono resi conto che in Inghilterra veramente c’era un sentimento popolare per abbandonare l’Unione europea, vuol dire che siamo combinati molto male; vuol dire che non hanno la percezione della realtà. Il fatto che adesso Draghi corra, a distanza di una settimana dal voto referendario si commenta da solo: ormai il tempo è scaduto, quello che doveva fare, avrebbe dovuto farlo prima". 

Brexit, Rinaldi: 'Ma quali effetti devastanti per gli inglesi. Draghi corre ma tempo è scaduto'
A questo punto che paracadute potrebbe azionare Draghi?

"Beh, si tratta di azioni assolutamente relative perché l’Inghilterra, per fortuna loro, non sono nell’unione monetaria ma solo nell’Unione europea ed essendo Draghi il presidente della Bce, non ha gli stessi strumenti a disposizione – ad esempio – di un Paese come l’Italia che ha l’euro. Ricordo che la Banca d’Inghilterra è la banca centrale dello Stato sovrano della Gran Bretagna la quale provvede direttamente bypassando la Bce". 

La vittoria del sì sarebbe il “colpo finale” alle banche?

"Ho sentito molte interpretazioni da coloro i quali desiderano che l’Inghilterra rimanga; anche le cose più fantasiose tra le quali l’Europa pronta a mettere dazi: la realtà è che sarebbe un suicidio per l’Europa fissare dazi nei confronti dell’Inghilterra in caso di uscita, perché noi intesi come Europa, siamo esportatori netti nei confronti della Gran Bretagna. Per quanto riguarda le banche, sicuramente ne risentiranno ma, parliamoci chiaro: noi qui in Europa dobbiamo fare gli interessi delle banche o gli inglesi devono fare i propri interessi? Non bastiamo già noi che facciamo gli interessi delle banche come abbiamo visto con l’unione bancaria e tutto ciò che è venuto dopo? Adesso, basta..."

Quali rischi concreti per i cittadini britannici e per gli europei se lei le intravede?

"Per i cittadini britannici che hanno a disposizione la Banca centrale di uno Stato sovrano, quale è la Bank of England, i rischi sono sicuramente attenuati rispetto a quello che si può immaginare. Il fatto che possano sopperire con una prestatrice di ultima istanza, ovvero la Bank of England, attenua moltissimo. Parliamoci chiaro: qui si è terrorizzato l’opinione pubblica dicendo che salteranno posti di lavoro, pensioni, le cose più assurde; ma il punto è che l’Inghilterra fa parte dell’Europa diciamo a metà, anzi se non a un quarto rispetto a come lo siamo noi, ovvero con una moneta che ci condiziona oltremodo. Quindi i rischi per i cittadini britannici sono estremamente limitati. Dirò di più: svincolandosi totalmente dai lacci e lacciuoli dell’Europa, possono praticamente fare quello che vogliono; anche perché hanno un’economia internazionale su scala mondiale; sono sempre sopravvissuti e sopravviveranno senza nessun problema. D’altronde hanno ragione: loro non vogliono sottostare a un’Europa germano-centrica e li capisco perfettamente. Anche io, se fossi inglese, non esiterei un istante a votare per l’uscita".   

A proposito di banche come valuta la proposta governativa della possibilità di andare in pensione prima ma col prestito?

"Lo considero il gioco delle tre carte. Mettiamoci in testa una cosa: non si può togliere il ragno dal buco; lo Stato italiano ha vincoli di bilancio che non consentono di fare assolutamente nulla; se tolgo da una parte lo devo riprendere dall'altra. Non è possibile… siamo soggetti ai vincoli di bilancio, il prossimo anno sappiamo che saranno ulteriormente stringenti altrimenti scattano le clausole di salvaguardia con l’aumento Iva; quindi se Renzi fa questa proposta poi se li deve riprendere da un’altra parte. E io lo boccio con zero spaccato… ".
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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