Killer Orlando, Crepet: "Gay è differente da omosessuale? Una bischerata. Quell'uso scriteriato della psichiatria"

15 giugno 2016 ore 17:31, Lucia Bigozzi
“Che questo signore sia stato gay, gay represso, omofobico, è molto molto secondario. E’ anzitutto un assassino, uno stragista. Giustificare una roba del genere come spesso fanno i miei colleghi, spesso per avere visibilità, mi ripugna”. “Gay differente da omosessuale? Una bischerata…”. Analisi netta quella di Paolo Crepet, psichiatra, sul tema che in questi giorni infiamma il web, ovvero l’identità sessuale del killer di Orlando. Nella conversazione con Intelligonews motiva il ragionamento “controcorrente”. 

C’è una analisi che gira sul web calibrata sulla presunta omofobia repressa del killer di Orlando che in qualche modo potrebbe aver contribuito a scatenare la strage. La convince questa tesi?

"Sono analisi che lasciano il tempo che trovano perché il diretto interessato non c’è più; quindi sono cose un po’ accademiche. Non servono per prevenire, perché non è umanamente possibile prevenire totalmente questo tipo di tragedie. Quello che si può fare è ciò che gli americani non vogliono fare ovvero è impedire a una persona di andare in un negozio a comprarsi un’arma d’assalto che viene utilizzata contro l’Isis in Siria. E’ chiaro che esistono le persone che non sono stabili mentalmente, ma se a queste persone diamo la possibilità di comprarsi un carrarmato, è chiaro che lo useranno per spianare la Casa Bianca". 

Killer Orlando, Crepet: 'Gay è differente da omosessuale? Una bischerata. Quell'uso scriteriato della psichiatria'
Una presunta omofobia repressa derivante da una possibile omosessualità vissuta negativamente magari per il contesto familiare, in qualche modo c’è chi tende a trovare una giustificazione. Lei cosa ne pensa?

"Che questo signore qua, sia stato gay, gay represso, omofobico, è molto molto secondario. E’ anzitutto un assassino, uno stragista. Terrorista non lo so ma stragista di certo. Che poi questo signore abbia avuto nella sua vita dei problemi con la sua identità sessuale, mi pare assolutamente evidente ma non capisco cosa c’entra questo con la strage". 

Anche perché di giustificazione in giustificazione dovremmo per assurdo giustificare anche Hitler che ha avuto un’infanzia difficile oppure il marito che picchia la moglie perché a sua volta picchiato da ragazzo, non trova?

"Certo. Pronunciare la parola 'giustificare' mi fa venire la pelle d’oca. Gli psichiatri, gli psicologi non devono giustificare un accidente di niente, non è compito nostro. Ma siccome i miei colleghi spesso sono in cerca di fama, visto che uno dei modi per avere i riflettori puntati è spararla grossa, allora la si spara grossa … questa sorta di condono che si cerca di dare è una cosa che a me ripugna. C’è poi un altro motivo: la psichiatria ormai funziona da perito, nel senso che lo psichiatra finisce a fare il perito; noi andiamo dal giudice a dire: sì, però… Io non mi presto a questo tentativo di giustificare tutto, trovare la causetta per tutto: questo è un uso scriteriato e furbesco della psichiatria, perché guarda caso c’è dietro il business dei tribunali e delle perizie". 

Nella analisi sul profilo del killer di Orlando c’è chi avanza perfino una distinzione tra gay, associando la definizione all’omosessuale che vive liberamente il proprio orientamento sessuale, e omosessuale, inteso come condizione vissuta negativamente, con sofferenza. In base alla sua esperienza professionale, lei rileva questa differenza? 

"E’ una bischerata. Anzitutto non esiste una categoria A e una categoria B. Io non credo che esista l’omosessualità; penso che di sessualità tra i sessi ce ne siano miliardi di miliardi sulla terra perché ognuno di noi è un po' etero e un po' no. Quindi, andare a vedere dove è l’ago della bilancia, dipende… magari a 18 anni sei molto eterosessuale e a 42 ti sono venuti dei dubbi, ma che vuol dire? Una donna può scoprire come mi è capitato nella mia attività professionale una omosessualità non a 18 anni ma più avanti nell'età e questo dipende da miliardi di motivi. Le nostre identità sessuali sono liquidissime: non esiste l’eterosessuale e non esiste l’omosessuale". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]