Convention di SC, il partito della terza Repubblica. Ecco il decalogo di Monti

15 luglio 2013 ore 11:57, Fabio Torriero
Convention di SC, il partito della terza Repubblica. Ecco il decalogo di Monti
Le parole, i segni e il messaggio complessivo della Convention di oggi di Scelta Civica sono stati tutti all’insegna della Fase-2. Finita quella della continuità con l’esperienza tecnica del governo Monti, del mero gruppo parlamentare, è definitivamente decollata quella del partito-collante, del partito-cerniera della coalizione di governo, con l’ambizione di diventare sempre più il “partito della Terza Repubblica”.
Ebbene sì, Scelta Civica, e lo si è visto nel patos e nel senso profondo degli interventi dei responsabili territoriali, dei ministri, dei sottosegretari, fino allo stesso presidente Monti, che si sono avvicendati sul palco dell’Eliseo di Roma; è ormai a pieno titolo, la forza propulsiva e critica delle Larghe Intese, la penna che scriverà l’agenda del contratto di coalizione, il terreno fecondo di una nuova cultura politica, civica e istituzionale, capace di mettere al primo posto il bene comune, la polis, l’interesse generale del Paese. Una forza destinata a rompere le antiche e logore dicotomie della cosiddetta seconda Repubblica. Una lista che è diventata in fretta e furia movimento, in vista del prossimo congresso costituente che si terrà tra sei mei, sicuramente prima delle europee. Quando Scelta Civica prenderà la forma di un partito leggero, ma radicato sul territorio; fucina di una nuova classe dirigente dal basso. Che non c’entra con la parodia della società civile abbracciata ed esaltata dai vecchi poli. Chi ha descritto finora i montiani come un coacervo di correnti, le une contro le altre armate (i governativi, i movimentisti, i liberali, i cattolici di Sant’Egidio, gli amici di Mauro, più vicini al Pdl, gli uomini di Italia-Futura, i quasi renziani, gli ascari di Casini), oggi certamente saranno rimasti delusi. Le diversità intestine si stanno limando e stanno trovando una sintesi. L’identità unitaria di Scelta Civica, infatti, è realtà vivente, la si avverte, la si sente, la si tocca concretamente, e la si può riassumere nel breviario che Intelligo-News ha stilato, come insegnamento montiano di questa Convention: CENTRALI-NON CENTRISTI. Scelta Civica vuole essere un soggetto politico che si concentra sui valori e i temi, non sulle formule politiche e ideologiche astratte del Novecento, trite e ritrite. Non assecondare il bipolarismo muscolare, delle opposte tifoserie, significa non necessariamente essere centristi (post-dc), mediatori, ingessatori, ma terzisti, indipendenti e portatori del nuovo. I Poli, è una verità assodata, si sgretoleranno e dovranno scegliere con chi stare. RIFORMATORI E CONSERVATORI. Un tempo lo schema era conservatori a destra, progressisti a sinistra, attualmente destra e sinistra sono di fatto conservatori; difendono lobby, consorterie, corporazioni, interessi e blocchi sociali che pensano unicamente a tutelare e consolidare le proprie rendite di posizione. Destra e sinistra sono i nemici delle riforme e del cambiamento vero. Sul piano sociale, sono i difensori dell’assistenzialismo, dello statalismo, del partito della spesa pubblica. Inoltre, sono totalmente avvitati nelle loro crisi interne. Il Pd, ha un grosso problema di leadership, e di compattezza, dilaniato tra i collaborazionisti di Letta e i movimentisti (renziani e i non-allineati della Moretti). Il Pdl, ricalca ed è condannato a reiterare vita natural-durante, lo schema populista berlusconiano, anche in ragione delle recenti decisioni della magistratura nei suoi confronti. Decisioni che inevitabilmente  produrranno l’effetto di alzare la temperatura politica, a vantaggio delle Amazzoni e delle Erinni di Arcore. Ergo, nessuno dei due, tra Pd e Pdl, può essere obiettivo e lucido per guidare una fase di cooperazione istituzionale, come l’esecutivo Letta delle Larghe Intese impone e presuppone. FIDUCIA. Tra tanto pessimismo e disfattismo in chiave elettorale, Scelta Civica si candida ad essere il “partito della fiducia”, dell’ottimismo, dell’energia e della ragione positiva. Un ottimismo non berlusconiano, basato su sogni immaginifici, annunci marketing, promesse miracolose sempre disattese, ma sulla sobrietà dei  numeri e dei dati. Il governo Monti, prima è stato capace di mettere a posto i conti dello Stato, far scendere lo spread, farci “risalire” in Europa, creando, poi, le condizioni per una meccanismo virtuoso di cui adesso si cominciano ad avvertire i primi felici riscontri (lo stesso rimborso dei debiti della Pa alle imprese è un successo di Monti). Al punto che ora potrà partire un programma di rilancio effettivo dello sviluppo. LIBERALI E SOLIDALI. L’incontro tra la cultura liberale europea e il solidarismo sociale – secondo Monti – sono il dna di Scelta Civica e il mastice per costruire in Italia quell’area riformatrice europea, né social-democratica, né populista sociale, che è sempre mancata. E che ci richiama necessariamente all’insegnamento e all’eredità dei vari De Gasperi, Einaudi, Giolitti, e della dottrina sociale della Chiesa. COMPETENZA, MERITO, RESPONSABILITA’. Sono le declinazioni etiche e politiche di Scelta Civica. “Le cose vere sono le cose semplici”: ha detto dal palco, sempre Monti. Competenza, merito e responsabilità, sono i punti qualificanti di un’autentica e in quanto autentica, nuova cultura politica italiana, esposta invece da decenni, alle lusinghe berlusconiane, alle derive grilline, alla demagogia neo-post-comunista. Ossia, i punti qualificanti della vera libertà (che non esiste senza responsabilità) e della vera meritocrazia (che non esiste senza competenza). In un’Italia, ovviamente, in grado di riconoscerla e premiarla.
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