Storace (LaDestra): «Nuova destra? Non siamo la risposta alla Forza Italia di Silvio»

15 luglio 2013 ore 17:20, Francesca Siciliano
Storace (LaDestra): «Nuova destra? Non siamo la risposta alla Forza Italia di Silvio»
Bilancio di Orvieto
Francesco Storace, l'organizzatore della convention Next-An tenutasi lo scorso week end a Orvieto, oggi intervistato da IntelligoNews tira le somme dell'incontro con tutti gli esponenti della ex Alleanza nazionale. Media e tv li definiscono reduci di destra. Ma lui risponde sarcastico: «E perché mai? Mica siamo stati in guerra». Storace, allora come è andata a Orvieto? «Bene, anzi: molto bene, direi. Per la prima volta ci siamo rincontrati tutti. C'eravamo noi de La Destra, i Fratelli d'Italia, i futuristi di Fli. E c'erano anche alcuni esponenti del Pdl. Ci siamo ritrovati tutti insieme». Una rimpatriata tra vecchi amici? (sbuffa) «Macché, abbiamo gettato le basi per costruire qualcosa; abbiamo stabilito priorità e prospettive per ricostruire il futuro della destra italiana». Quali le idee e i valori? Quale il progetto? «Il manifesto che abbiamo scritto e pubblicato anche sul Giornale d'Italia è una buona base di partenza, soprattutto dal punto di vista culturale, e dal quale intendiamo ripartire: idee coerenti e tradizioni per noi sono al primo posto». Diatriba sul nome: Alleanza nazionale, sì o no? «Si sciolse An nel Pdl per fare il partito unico. Ma se quel partito unico oggi non esiste più (o non esisterà più viste le intenzioni del Cavaliere di tornare a Forza Italian, ndr) è giusto che si torni ad An. Poi, se si chiamerà proprio Alleanza nazionale o in un altro modo lo vedremo. L'importante, oggi, è ricominciare a discuterne». Lei da che parte sta? «Alleanza nazionale come punto di partenza per la destra prossima ventura: è da quell'intuizione che bisogna ripartire. Per quanto riguarda il nome, diciamo che io mi posiziono tra quelli che non considerano l'appellativo come un elemento prioritario al fine di ricostruire le nostre idee». Questo sprint di destra nasce dalla decisione di Berlusconi di riesumare Forza Italia? «Assolutamente no, io personalmente ne sentivo il bisogno da anni. Ora questo bisogno si è diffuso, anche altri lo sentono. E io non posso che esserne contento». Alcuni vi definiscono reduci. «E perché mai? Il reducismo è un fenomeno tipico che segue un conflitto bellico». Possiamo parlare di “guerra politica” allora? «Non di guerra, ma di resa». Quindi è un no? «Assolutamente no: non ci sono reduci tra noi». Alemanno che fa? «Ha partecipato alla convention di Orvieto, è intervenuto facendo un discorso di spessore e molto elevato. E confermando che la situazione è particolarmente complicata». Secondo lei che dovrebbe fare, lasciare il Pdl? «Il Pdl si sta lasciando da solo». Cosa intende dire? «Berlusconi ha detto di tornare a Forza Italia e tutti quanti si sono uniti al coro». Quale coro? «Quello degli entusiasti».  
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