Coppie gay, Luxuria: “Silvio dice una cosa, i suoi ne fanno un’altra. Come i cattolici con il Papa”

15 luglio 2014 ore 13:18, Lucia Bigozzi
Coppie gay, Luxuria: “Silvio dice una cosa, i suoi ne fanno un’altra. Come i cattolici con il Papa”
L’appello a Hollande dei socialisti contro il mercato dell'utero in affitto è “destinato a cadere nel vuoto”. Vladimir Luxuria analizza con Intelligonews la svolta in Francia e quella gay friendly in Italia di Berlusconi. E sulla rimozione di un manifesto della Manif pour tous in un ospedale di Todi non ha dubbi…
Luxuria, come legge la svolta dei socialisti francesi sulla questione uteri in affitto? «Sono dei firmatari di sinistra che fanno appello a Hollande su temi cosiddetti etici che a mio avviso non dovrebbero essere ideologizzati ma che, invece, riguardano la coscienza di ciascuno, sia a destra che a sinistra. Accade in Francia dove c’è una destra che non è ostile come la destra italiana, a parte alcune eccezioni tipo Francesca Pascale che non mi risulta essere un esponente di governo o un dirigente di Forza Italia, o la svolta di Berlusconi. Credo che l’appello ad Hollande sia destinato a cadere nel vuoto perché trovo molto riduttivo e anche un po’ fuorviante e terrorista parlare di mercato dei bambini. Si tratta semplicemente di un metodo per poter permettere alle coppie composte da due uomini di avere un figlio in questo modo. Certamente deve essere fatto con tutte le regole e i protocolli di controllo necessari. E vorrei aggiungere che non c’è alcuna coppia gay maschili – le lesbiche ricorrono alla fecondazione eterologa - che ricorre a madri surrogate dall’India o da altri paesi dove non esistono regole e procedure molto rigide. In Italia per una coppia gay maschile l’unica speranza di avere un figlio è la madre surrogata perché non è possibile l’adozione e dunque ci si rivolge a cliniche specializzate, specie in California dove c’è un protocollo molto rigido, con procedure di consenso da parte della donna che accetta di fare la madre surrogata». Secondo lei dove porterà l’apertura di Berlusconi sulle coppie gay? «Bisogna capire quali contenuti avrà questa promessa di svolta. Nel frattempo la destra in Regione Lombardia con Maroni presidente, ha votato una legge che con la scusa di tutelare la famiglia tradizionale censura qualsiasi iniziativa volta a tutelare anche le coppie conviventi. Quindi rilevo che Berlusconi dice una cosa e i suoi ne fanno un’altra. Credo poi che sulle adozioni non transigano, staremo a vedere anche sul versante del governo». Si riferisce alla proposta annunciata da Renzi? «Esattamente. E’ una proposta che prevede la stepchild adotion. Spiego con un esempio: una coppia di lesbiche che oggi non può chiedere l’adozione di un bambino dal Mozambico, con questa proposta se una delle due ha fatto la fecondazione eterologa ed è mamma biologica, l’altra può richiedere l’adozione del bambino. Credo che questo avverrà anche per le madri surrogate perché se c’è un padre biologico della mamma surrogata, l’altro potrà chiedere l’adozione; un po’ come avviene in Germania. Staremo a vedere se si tenderà a salvaguardare di più la proposta di Renzi nella sua integrità magari aprendo ad altre maggioranze parlamentari , penso a Sel e ai 5Stelle, oppure se prevarrà la salvaguardia delle larghe intese». In un ospedale di Todi vietato affiggere manifesti della Manif pour Tous considerati fascisti. Cosa ne pensa? «Ho letto che il manifesto era stato affisso alla bacheca esterna alla cappella dove si stava celebrando la messa: io continuo a ritenere che nei luoghi religiosi dedicati alla preghiera e al raccoglimento spirituale, non si devono mettere manifesti come questo che intervengono su una legge ancora in discussione in parlamento e avanzano una propaganda per giunta di una parte sola. Non tutti i cattolici la pensano come i promotori del manifesto; non approvo l’uso strumentale di luoghi religiosi per indottrinare i fedeli da un punto di vista politico. La parola fascista è sinceramente forte e la trovo fuori luogo ma sono d’accordo sulla rimozione del manifesto. Quanto avvenuto a Todi mi ricorda le locandine affisse nelle chiese per partecipare al Family Day del 2007. Anche in questo caso, il Papa dice una cosa e i suoi ne fanno un’altra».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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