Si dice "oltrepassare il limite”: è record il nostro debito pubblico

15 luglio 2015, Luca Lippi
2218 miliardi di euro a maggio, è esattamente questa la cifra raggiunta dal debito pubblico italiano il mese scorso.

E’ stato proprio il mese di maggio “l’imputato” perché a maggio ha avuto un’accelerazione piuttosto importante, 23 miliardi di euro tutti insieme! I motivi (in parte) sono da ricondurre all’aumento di disponibilità liquide al ministero dell’economia, alla svalutazione dell’Euro e soprattutto all’indicizzazione dei titoli agganciati all’inflazione.

Il debito pubblico è stato in costante aumento a partire dal 2008, ma il 2015 rappresenta quasi un record: in 5 mesi il nostro debito è passato da 2.134,9 miliardi di dicembre 2014 agli attuali 2.218,2 con aumento di 83,3 miliardi (+3,9%), e con la prospettiva di continuare ad aumentare come ormai ci siamo rassegnati a vedere. 

Si dice 'oltrepassare il limite”: è record il nostro debito pubblico
Ancora peggiore il dato da quando Matteo Renzi è a Palazzo Chigi (febbraio 2014): allora il debito si attestava a quota 2.107,2 miliardi con un aumento di ben 111 miliardi. 

Tanto più è grave la situazione dell’aumento del debito nell’era Renzi quanto più ci si rende conto che con le varie (?) riforme in fase di maturazione non si intravede una reale volontà di sviluppo, quanto una sottile strategia di aumento occulto di gabelle e spostamento del debito pubblico sulle famiglie come accade per il decreto scuola. 

Infatti, a pagina 10 dell'allegato del servizio bilancio del senato si può leggere la disposizione per la quale il governo istituzionalizza e trasforma in regola la norma per cui le famiglie degli studenti pagheranno contributi volontari alla scuola pubblica. 
Lo scorso anno sono stati reperiti in questo modo ben 126 milioni di fondi aggiuntivi che si traducono in un risparmio conseguente sul debito pubblico. Ma così facendo non è lo Stato ad aver provveduto come stabilito nella Costituzione. 

il fardello che ricadrà sulle future generazioni aumento in progressione importante e senza un riscontro oggettivo nei "servizi" al cittadino che vede aumentare gli impegni e la rinuncia subdola dei diritti.

In conclusione, non sarà mai la Grecia o nel prossimo futuro la Spagna, il problema, piuttosto la politica immatura e troppo spesso incompetente, sempre più incentivata e ricoperta di attenzioni da “mamma” Troika.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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