Utero in affitto, Tribunale di Milano assolve coppia: "Lecito registrarli come figli"

15 luglio 2015, intelligo
Ancora una volta la giustizia arriva prima del Parlamento, ammesso che a Montecitorio e Palazzo Madama si arrivi mai a una simile decisione. Questa volta politica.

Utero in affitto, Tribunale di Milano assolve coppia: 'Lecito registrarli come figli'
La quinta sezione penale del Tribunale di Milano ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha assolto il 24 marzo una coppia imputata per «alterazione di stato» dopo aver trascritto l’atto di nascita di due gemelli nati in Ucraina grazie a un contratto di maternità surrogata a pagamento, legale a Kiev ma bandito in Italia da un esplicito divieto contenuto nella legge 40.

Il collegio presieduto da Annamaria Gatto scrive che alcuni «concetti» sarebbero ormai «patrimonio acquisito del nostro ordinamento ed escludono che la genitorialità sia solo quella di derivazione biologica» indicando che «la tutela del diritto allo status e all'identità personale del figlio può comportare il riconoscimento di rapporti diversi da quelli genetici».

Come ricorda il quotidiano Avvenire, il fondamento di questa asserzione è la sentenza con la quale un anno fa la Consulta ha dichiarato incostituzionale il divieto di maternità surrogata contenuto nell’articolo 4 comma 3 della legge 40: sganciando il legame di filiazione dalla genitorialità genetica, come accade con l’eterologa (al 50 o anche al 100%) sta diventando possibile "avere" un figlio in qualunque modo.

Sempre il quotidiano cattolico sottolinea però come la Corte nella stessa sentenza ribadiva il divieto di surrogazione e che la legge 40 al comma 6 dell’articolo 12 sanziona ancora «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità». 

Secondo il tribunale «l'ordinamento interno», «al pari di quello ucraino, nel disciplinare gli effetti della fecondazione eterologa valorizza il principio di responsabilità procreativa e ne fa applicazione in luogo di quello di discendenza genetica; il coniuge che abbia dato l'assenso (...) alla nascita di un bambino tramite fecondazione eterologa (...) non può esercitare l'azione di disconoscimento, per avere assunto la responsabilità di questo figlio, e ne diviene genitore nonostante lo stato civile del neonato venga determinato in maniera estranea alla sua discendenza genetica». 

Questo «principio della responsabilità procreativa» è «posto prioritariamente a tutela dell'interesse del bambino», a prescindere dal modo in cui il bambino stesso è stato concepito. 

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