Unioni civili, Morra (5S): “Pronti a votarlo ma… Scalfarotto? Parlasse con il suo premier”

15 luglio 2015, Andrea Barcariol
Unioni civili, Morra (5S): “Pronti a votarlo ma… Scalfarotto? Parlasse con il suo premier”
Intervistato da IntelligoNews, Nicola Morra, senatore del Movimento 5 Stelle, annuncia il sostegno del Movimento 5 Stelle al ddl Cirinnà e critica l’atteggiamento del governo che “sta rallentando” sul provvedimento.

Il ddl Cirinnà è bloccato, inchiodato da 2.000 emendamenti. Siete pronti ad andare in soccorso del governo?


«Non è una questione di soccorso, ci siamo già espressi in commissione sul provvedimento in maniera favorevole su moltissimi articoli, per cui l’atteggiamento che dovremmo avere in aula è lo stesso che abbiamo avuto in commissione, ma guarda caso, il governo sta rallentando così subisce il ricatto di alcune forze della maggioranza che non vogliono perdere consenso sfidando alcuni poteri forti. Secondo noi è un semplicemente un atto di civiltà, infatti si adegua la normativa italiana a situazioni che in altri Paesi europei sono già stati ampiamenti modificate senza tensioni e lacerazioni, come avviene qui».


Non pensa che Renzi non voglia il soccorso del M5S per non dividere il merito di questa riforma?

«Non so se altri fanno considerazioni di carattere mediatico, a nostro avviso è una legge che rende giustizia a migliaia di persone costrette a vivere in una condizione di limbo giuridico. Un altro problema è quello del fine vita. In questo momento non c’è il coraggio di arrivare in aula perché non si vuole spaccare il governo, si sta anteponendo la cosiddetta ragion di Stato ai diritti dei cittadini».

Quindi siete pronti a votare il ddl?

«Confermeremo l’atteggiamento assunto in commissione che è stato positivo».

Scalfarotto, che è in sciopero della fame, ha auspicato “una mobilitazione da fuori”. E’ quello che serve per sbloccare la situazione?

«Scalfarotto è sottosegretario del governo e ha parlato diverse volte in commissione. Invece che alla società civile si rivolgesse al suo Premier e agli esponenti del Pd. Se il provvedimento non arriva in aula non è colpa della società civile ma di quella stessa maggioranza che lo ha voluto sottosegretario. Facesse i conti con se stesso».

La piazza del 20 giugno di San Giovanni sta influendo su questo rallentamento del governo?


«Tutti possiamo essere liberi di pensare e credere quello che vogliamo, a nostro avviso questo governo è molto attento a soddisfare gli interessi degli istituti di credito, delle lobby e delle corporation, forse c’è anche una corporation che non vuole che il Paese si apra a diritti incontestabilmente riconosciuti dalle democrazie più mature».

Forse servirebbe al governo una piazza uguale ma contraria?

«Servirebbe un pochino di onestà, non solo intellettuale, visto che qua ogni giorno arriva una notifica della magistratura che investe qualche rappresentante della partitocrazia».


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