Unioni civili, Tonini (Pd): “Nessun blocco, lo porteremo a casa. L'ostruzionismo è di Giovanardi”

15 luglio 2015, Andrea Barcariol
Unioni civili, Tonini (Pd): “Nessun blocco, lo porteremo a casa. L'ostruzionismo è di Giovanardi”
Ha il difficile ruolo di mediatore tra Pd e Ncd sul delicato tema delle Unioni Civili. Giorgio Tonini, senatore del Pd, intervistato da IntelligoNews, si dice ottimista sull’approvazione del ddl Cirinnà che rischia di spaccare il governo Renzi.

Il ddl Cirinnà è inchiodato da una pioggia di emendamenti (circa 2.000) molti dei quali di Ncd e Forza Italia. Come si sblocca la situazione?

«Non c’è nessun blocco, sul ddl Cirinnà è stata chiesta la relazione tecnica al governo, come vuole la prassi, sugli aspetti finanziari. Il governo credo sia a buon punto sull’estensione di questa relazione che dovrebbe essere presentata domani alla Commissione bilancio. Martedì credo che la Commissione bilancio possa dare i pareri sul testo base e sugli emendamenti. Quindi dalla settimana prossima si potrà cominciare a votare in commissione. Il Parlamento a volte cammina lentamente ma cammina».


Qualcuno parla di lentezza provocata sia dalle tensioni con Ncd sia dalla grande manifestazione dello scorso 20 giugno a Roma. E’ d’accordo?


«La manifestazione non c’entra niente, le manifestazioni sono libere e ognuno è libero di esprimere la sua opinione. C’è invece un ostruzionismo non di Ncd ma di Giovanardi e di alcuni senatori che hanno una posizione molto negativa sul ddl, come è legittimo. L’ostruzionismo fa parte delle armi che utilizza l’opposizione, in questo caso siamo di fronte a una cosa un po’ anomala perché Giovanardi è un senatore di maggioranza. L’ostruzionismo si fa su tante cose, magari ci vorrà qualche giorno in più ma si va avanti».

C’è anche Scalfarotto, sottosegretario del Pd, che ha iniziato lo sciopero della fame a causa di questi ritardi e ha auspicato “una mobilitazione da fuori”.


«Scalfarotto è dalla parte opposta di Giovanardi, tutto ciò rientra nelle regole di un Paese democratico, ognuno esprime la sua opinione con le armi democratiche che ha. L’Italia è un Paese libero, c’è chi usa l’ostruzionismo, chi fa digiuni, quello che conta è che si vada avanti».


Quindi siete convinti di portarlo a casa?


«Sì. Se lei mi chiede una data precisa, ad esempio prima o dopo la pausa estiva, questo non glielo so dire. Credo che sia improbabile prima della pausa estiva il voto finale in aula. Stiamo lavorando in modo che se non sarà ad agosto sarà a settembre uno dei primissimi provvedimenti che vedranno la luce. Sono molto tranquillo su questo, c’è una maggioranza sulla carta ampia e trasversale. Non mi pare che ci siano grandi problemi dal punto di vista dei numeri. Il Parlamento è anche il posto dove si parla e ci si confronta questo richiede un po’ di tempo e vari passaggi obbligati».


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]