I social per Nizza, dal ‘Safety Check’ all’hashtag come collaborare per le vittime

15 luglio 2016 ore 15:48, intelligo

di Luciana Palmacci

Su Twitter è già attivo l’hashtag #PortesOuvertesNice che invita i cittadini ad accogliere chi ha assistito al massacro, svoltosi la notte scorsa a Nizza e che ha visto morire più di ottanta persone, senza contare i numerosi feriti gravi. Il social network di Zuckerberg, invece, come ha già fatto dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles, ha messo a disposizione il ‘Safety Check’, l'opzione per comunicare di essere in sicurezza, affinché chi è in salvo possa rassicurare famigliari e conoscenti. Per ricercare persone al momento disperse, su Twitter è stato diffuso un altro hashtag #RechercheNice. Tanti gli appelli per avere notizie da amici e parenti che sono a Nizza ma che non rispondono ai cellulari. Tra questi, anche diversi italiani.

I social per Nizza, dal ‘Safety Check’ all’hashtag come collaborare per le vittime

Prima della strage di Parigi, il ‘Safety Check’ era stato impiegato soltanto in caso di disastri naturali, come ad esempio il terremoto in Nepal del 25 aprile 2015. Secondo i dati Facebook, l’anno scorso attraverso questo mezzo di comunicazione più di 950 milioni di persone hanno ricevuto una notifica che li avvisava che un loro amico era al sicuro durante una crisi. Ma proprio in Francia questo aveva sollevato diverse critiche in seguito agli attentati di Parigi dello scorso novembre: perché per la città francese è stato attivato e, per esempio, per gli attacchi di Beirut no? Il social network aveva risposto alle critiche attraverso un post pubblicato dal vice presidente Alex Schultz, il quale sottolineava come quella di Parigi sia stata la prima volta in cui il Safety Check è stato attivato per una situazione di pericolo al di fuori della sfera delle calamità naturali. Lo strumento, infatti, è nato in occasione del terremoto e tsunami che ha colpito Tohoku nel 2011 ed è stato poi riproposto in occasione di eventi come maremoti, trombe d'aria o altri cataclismi naturali.

Questa volta l'attivazione dello strumento è avvenuta senza una dichiarazione di Mark Zuckerberg: "Stiamo lavorando velocemente per sviluppare una nuova politica per determinare quando e come può essere utile questo servizio" aveva detto tempo fa il CEO di Facebook. Da quel momento il social network di Menlo Park ha attivato il Safety Check per ogni evento drammatico.

 

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