Cannabis libera, Tinelli: "A San Patrignano tanti minori dipendenti solo da hashish e marijuana"

15 luglio 2016 ore 11:52, Andrea De Angelis
Arriverà in Aula alla Camera il prossimo lunedì 25 luglio e sarà la prima volta che una legge sulla legalizzazione della cannabis entra nel Parlamento italiano. A Montecitorio le commissioni congiunte di Giustizia e Affari sociali hanno adottato il testo unico da portare in votazione ai deputati, il cosiddetto «testo Giachetti», sebbene quella proposta sia stata in realtà materialmente redatta da un intergruppo formato da deputati e senatori creato e coordinato dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.
IntelligoNews ne ha parlato con Antonio Tinelli, coordinatore comitato sociale San Patrignano...

Cinque grammi in tasca, il triplo a casa: quantità accettabili?
"Assolutamente no e non vale solo per la cannabis, ma per qualsiasi tipo di droga. A noi non interessa quale sia la sostanza chimica, la quantità o la modalità di assunzione. Si pone così l'accento lontano dal disagio che la persona, il ragazzo vive. Noi ci ritroviamo ad avere dieci ragazzi con un'età spesso inferiore ai 18 anni in comunità, tutti entrati nell'ultimo anno, con una dipendenza esclusiva e problematica da hashish e marijuana. In comunità ben 468 ne sono entrati quest'anno, ma tutti hanno cominciato, non solo quelli di quest'anno, con uno spinello. Noi ci ritroviamo a valutare invece una condizione umana. Ragazzi che hanno deteriorato completamente i rendimenti scolastici, che hanno smesso di fare sport perché la loro vita è stata completamente invasa da questo disagio. Giovani che hanno rapporti conflittuali con i genitori, che non rispettano le regole, che cambiano preoccupantemente le amicizie e che vivono emarginazione, solitudine. In isolamento interiore, perché magari balla ore in discoteca, ma non sta realizzando i suoi progetti di vita. Quindi indipendentemente dai quantitativi noi abbiamo un'opposizione ferma a qualsiasi tipo di legalizzazione". 

La Direzione Nazionale Antimafia ha dato parere favorevole, ma ci sono magistrati come Gratteri che la pensano in modo diverso. Conoscete magistrati che si oppongono fermamente alla legalizzazione?
"Sì, a me viene in mente Paolo Borsellino che perse la vita nella sua lotta contro le mafie. Dichiarò pubblicamente come sarebbe stata utopica la legalizzazione perché le mafie si sarebbero riorganizzate in funzione di un mercato che dopo il crollo del tabù sarebbe esploso in termini di consumi. Un altro motivo concreto che non è né ideologico né filosofico per opporsi all'argomento della criminalità organizzata da contrastare attraverso la legalizzazione lo troviamo osservando Paesi in Europa, come la Spagna, in cui la politica liberale tollerante verso le droghe leggere è molto simile a questa proposta di legge. La diffusione in Spagna di hashish e marijuana è al primo posto in Europa e i sequestri alla criminalità organizzata di sostanze stupefacenti sono anch'esse al primo posto in Europa. Numeri questi dati dall'Europa, quindi organi ufficiali espressi in questi termini. La criminalità organizzata va a ritagliarsi una fetta importante del mercato abbassando semplicemente i prezzi, lo vediamo nei Paesi Bassi. E naturalmente selezionando prodotti che hanno dei contenuti chimici più finalizzati a produrre sballo. Così aumenterà la diffusione e la presenza di criminalità organizzata dedita a questo spaccio. Del resto in Italia questo lo abbiamo già visto in un altro settore...".

Ovvero?
"Nel gioco d'azzardo. Il 90% della crescita nella diffusione della problematica del gioco d'azzardo è avvenuta negli ultimi 4 anni, lì dove si è liberalizzato. Spesso chi, in un modo o nell'altro, agisce in prima linea nel segmento economico è la criminalità organizzata, ad esempio truccando le slot machine".

Per l'autocoltivazione varrà la comunicazione ai Monopoli e il silenzio assenso. Che idea si è fatto?
"Non sono problemi, bisogni avvertibili dal punto di vista sociale sia in Italia che in Europa. Oggi i nostri giovani hanno bisogno di lavoro lì dove abbiamo una disoccupazione al 50%, di formazione, di garanzia alla tutela dell'ambiente. Hanno bisogno di risposte in funzione di una politica di integrazione che oggi svela tutti i suoi fallimenti, di reti di trasporto sicure, anche nelle ferrovie. La classe politica stia attenta a dare risposte a necessità e bisogni della società italiana in funzione delle priorità. Per cercare valori condivisi e creare un'identità nazionale. Mi sembra assurdo in questo momento parlare di questo tema, se non per un interesse economico: fare cassa e risollevare le sorti del Pil. Ma a scapito di chi?.
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