La Legge "anti badanti" bocciata: hanno diritto alla reversibilità "come le mogli"

15 luglio 2016 ore 12:00, Luca Lippi
La Consulta ha bocciato la legge approvata cinque anni fa, che metteva un tetto alle pensioni di reversibilità. La norma mirava a porre un freno ai matrimoni degli ultrasettantenni con le proprie badanti, spesso donne giovanissime e di origine straniera.
La Corte costituzionale ha così dichiarato l’illegittimità del decreto legge 98/2011, che limitava l’ammontare della pensione di reversibilità nel caso di matrimonio contratto fra una persona con più di settant’anni ed un’altra più giovane di almeno vent’anni. La legge in questione prevedeva delle decurtazioni pesanti all’assegno in base agli anni di matrimonio: il 10% in meno per ogni anno in meno rispetto al decennio. 
Come si addice alle manovre di accerchiamento, la sentenza della consulta che blocca la legge “sensata” di limitare la reversibilità alle mogli-badanti sarà usata per dimostrare che il “sì” al referendum di ottobre è necessario. Non sarà l’ultima sentenza utilizzata per questo scopo.

La Legge 'anti badanti' bocciata: hanno diritto alla reversibilità 'come le mogli'

La Corte ha reputato “irragionevole” una limitazione dell’assegno pensionistico solo in base ad un criterio di differenza d’età ed ha ribadito che ogni limitazione del diritto alla pensione di reversibilità deve rispettare i principi di eguaglianza e di ragionevolezza e il principio di solidarietà.
La Consulta ha anche sfatato la ratio della norma, quella di contrastare la frode, che si basava sulla presunzione che un matrimonio siffatto tragga origine dall’intento di frodare l’erario, in assenza di figli minori, studenti o inabili. Presunzione che i giudici non hanno ritenuto valida, data l’evoluzione del costume sociale.
In conclusione, c’è un problema di liquidità e di coperture, il decreto era stato redatto per la straordinaria  necessità  ed  urgenza   di   emanare disposizioni per la stabilizzazione finanziaria e per il contenimento della spesa pubblica, al fine di ottemperare a quanto previsto  dagli impegni presi in sede  comunitaria,  nonchè  di  emanare  misure  di stimolo  fiscale  per  favorire  il rilancio  della   competitività economica; il tutto visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione. 


autore / Luca Lippi
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