Attentato Nizza, Sbai: “Qui siamo in una guerra. Loro sono militari all’interno del nostro Paese"

15 luglio 2016 ore 12:30, Lucia Bigozzi
“Sono stanca del dibattito sui musulmani buoni e cattivi: tutte ovvietà. Qui siamo in una guerra che va combattuta senza se e senza ma”. “Bene Renzi sul tweet di Hollande ma gli dico che dobbiamo svegliarci contro questo male”. Non usa giri di parole Souad Sbai, giornalista e presidente dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia che con Intelligonews commenta la strage di Nizza da un’altra angolatura. 

Cosa risponde a chi dice: ora attenti a non vedere l’Islam e i musulmani come un problema? 

"Io sono stanca di questo dibattito sterile. Siamo in una guerra che va combattuta senza se e senza ma. E’ una guerra contro il fondamentalismo, come lo si vuole chiamare, ma sempre di matrice religiosa. Sento dire: ah però chi ha colpito non è musulmano, ci sono musulmani buoni e musulmani cattivi. E’ ovvio tutto ciò, ma il dibattito io o calibro su altre questioni: cosa dobbiamo fare? Combatterlo perché gli attentatori fanno parte di un gruppo militare che entra in un Paese e comincia a uccidere. Dunque, siamo in guerra contro questo Stato che si chiama Stato Islamico, perché loro stessi si fanno chiamare Stato Islamico e di Islam si tratta". 

Attentato Nizza, Sbai: “Qui siamo in una guerra. Loro sono militari all’interno del nostro Paese'
Che effetto le fanno i sostenitori dell’Isis che festeggiano il massacro di Nizza. L’Isis ha sempre esortato a colpire gli infedeli, dunque tutto torna? 

"E’ lo Stato islamico che festeggia un massacro, è normale che lo faccia nella sua logica di guerra in base alla quale più morti fanno, più festeggiano. Io lo sostengo da sempre: non è la fine ma un inizio perché purtroppo sono entrati tantissimi foreing fighters dalla Siria, dalla Turchia e sono lì in attesa di attaccare proprio quando meno te lo aspetti. Potevano farlo durante gli Europei di calcio, invece hanno fatto passare indenne l’appuntamento internazionale e hanno colpito puntando a un festeggiamento nazionale. Siamo in una guerra contro uno Stato: o tutti i Paesi europei si uniscono nel dire combattiamo lo Stato Islamico oppure non ne usciamo. E per favore basta con questo buonismo da quattro soldi; a me importa combattere chi fa gli attentati. Oggi sentivo i commenti che definivano l’attentatore un francese quasi a minimizzare: lui era un francese di seconda generazione ma che è andato a combattere fuori e poi è tornato. Allora che cosa abbiamo sbagliato? Il punto è che sono militari all’interno del nostro Paese". 

Condivide il re-tweet di Renzi sulle dichiarazioni di Hollande che dice “siamo più forti dei fanatici”?

"Io questa volta vorrei dargli ragione: siamo più forti dei terroristi nel senso che noi non andiamo ad ammazzare la gente che non c’entra niente per strada, però dico a Renzi che dobbiamo svegliarci contro questo male". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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