Nizza, Tofalo (Copasir): "Il mio studio sui camion bomba, non basta la prevenzione"

15 luglio 2016 ore 13:00, Andrea De Angelis
Ha cercato il massacro Mohamed Lahouaiej Bouhlel ieri sera nella via più famosa di Nizza e nel giorno di festa più importante per la Francia. Il nome dell'uomo alla guida del camion è stato diffuso da Nice-Matin. Un documento di identità di un franco-tunisino, 31enne, autista di professione, residente a Nizza, è stato trovato all’interno della motrice del tir utilizzato per la strage e la polizia ha identificato il guidatore con Mohamed Lahouaiej Bouhlel grazie alle impronte digitali.
Al 31enne, secondo France Info, corrisponde il profilo di un uomo non noto ai servizi segreti, ma alla polizia per reati di violenza minore, in particolare una recente lite. Alle spalle, insomma, una storia fatta di piccoli reati: l'uomo era in libertà vigilata dal 27 gennaio scorso per atti di violenza e uso di armi. Ma non era mai stato indagato o interrogato per terrorismo o come integralista. 
A perdere sono dunque i servizi segreti francesi, oppure la situazione è talmente esplosiva che è impossibile esprimere un simile giudizio? IntelligoNews ne ha parlato con Angelo Tofalo, parlamentare del Movimento 5 Stelle e membro del Copasir...

Nel mirino il giorno dopo finiscono i servizi segreti francesi, ma ha senso parlare di un flop, di una difficoltà oppure la situazione è talmente esplosiva da rendere impossibile ogni tipo di previsione?
"Da quello che risulta stiamo parlando di un cittadino francese di origini tunisine residente a Nizza, mai entrato nel circuito dei servizi segreti, ma in quello della polizia per reati di violenze minori". 

Era in libertà vigilata da poco più di sei mesi. 
"Esatto, ma mai come terrorista. Credo che sia facile sparare a zero sui servizi francesi, è stato fatto già in passato. Purtroppo in Francia come in Europa nessuno sta più al sicuro. Credo che vada cambiato l'approccio per quanto riguarda la lotta al terrorismo, sia in ogni singolo Paese per quanto riguarda lo scambio informativo interno, sia a livello di intelligence europea. Mi sento di dire che bisognerà ormai convivere con questa problematica nei prossimi decenni e ciò è il frutto di tantissimi errori della politica. Gheddafi, la Libia, l'Isis, il terrorismo". 

Cosa fare?
"Da un lato lavorare alla prevenzione, usare software di ultimissima generazione che esistono già. Bisogna continuare su questa direzione, ovviamente qui subentra la problematica della privacy verso la quale il Movimento 5 Stelle è molto sensibile. La politica dovrà fermarsi un attimo, dar vita a un dibattito serio su sicurezza, privacy e lotta al terrorismo. Dall'altro lato bisognerà capire, senza cambiare lo stile di vita, che i Paesi europei sono a rischio. E non dimentichiamo che ancora manca una rivendicazione per quanto riguarda Nizza...".

In altre interviste rilasciate al nostro quotidiano lei ha parlato di Al Qaeda, mentre molti continuano a parlare solo di Isis. A volte si rischia di generalizzare parlando esclusivamente di Isis?
"Esatto, bisogna capire che le organizzazioni terroristiche sono varie e molteplici. Al di là della radicalizzazione, c'è anche una problematica di stabilità di persone che potrebbero svegliarsi una mattina, mettersi in un auto e andare contro le persone. Nizza è un caso anomalo, un camion che fa zig zag per fare più vittime possibili. Immaginiamo se fosse stato pieno di esplosivi. Prima di spingermi oltre, aspetterei di sentire cosa diranno gli investigatori, se c'era una rete dietro questa singola persona".

Nizza, Tofalo (Copasir): 'Il mio studio sui camion bomba, non basta la prevenzione'
Un problema che sembra lontano da una risoluzione?

"Le istituzioni tutte devono capire che nei prossimi decenni questo problema ci sarà. Io personalmente ero e sono un ingegnere. Sto lavorando con altri colleghi, in particolare con un giovane, bravissimo ingegnere, sulla sperimentazione di nuovi materiali che possano resistere anche ad attacchi terroristici. Non le nascondo che si sta lavorando, e in Italia siamo molto avanti in questo, su una nuova progettazione dell'ambiente che ci circonda. Il problema, al di là della prevenzione, è la riduzione del danno e del rischio. Lì dove non si riescono a prevedere certe cose, senza spezzare lanci ai servizi francesi che in questi anni hanno mostrato sicuramente delle lacune, bisogna capire che una parte del danno va contenuto con una progettazione diversa". 

Un po' come accade in Giappone con i terremoti?
"Con molta modestia le dico che forse sono l'unico con questo studente a lavorare su questo in Italia, in collaborazione con delle università italiane. Credo che sia l'unico studio presente in Italia sulle nuove norme tecniche da progettazione, quindi antisismiche e antiterroristiche, basate su modelli previsionali e di impatto. Modelli che prevedono anche queste cose, cioè gli interventi di camion bomba. Ovviamente ogni ambiente è differente dall'altro". 

Un lungomare resta sempre un lungomare. 
"Esatto. Quindi non può essere applicabile ad ogni situazione, ma già ragionare in questi termini è doveroso. Due settimane fa mi trovavo a commentare la tragedia di Dacca, ormai sento puntualmente le solite chiacchiere. Siamo quasi a una cadenza settimanale di simili eventi, si susseguono in una maniera sempre più ravvicinata". 

Di ravvicinato questa volta è anche il luogo dell'attentato, il più vicino di sempre all'Italia. Un dato che deve farci preoccupare, oppure i confini geografici non sono quelli sociopolitici?
"Ci sono condizioni socioculturali differenti, la Francia sicuramente è più esposta dell'Italia. Siamo a pochi chilometri dall'Italia, questo sicuramente desta una maggiore preoccupazione, ma bisogna mantenere la massima tranquillità, ragionare, non far vincere il panico. Il caos. Non cambiare lo stile di vita, diffondere la cultura della sicurezza, accrescere il livello di formazione e informazione delle singole persone. Il livello di sicurezza partecipato di tutto il sistema Paese. Negli ultimi anni poi, questo è chiaro, tutti i Paesi europei sono a rischio, Italia compresa. Attualmente non ci sono, a quanto ci dice la nostra intelligence, evidenze di organizzazioni terroristiche che stanno operando sul nostro territorio. L'allerta deve essere massima, abbiamo ottimi uomini che svolgono questo lavoro". 


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]