Nizza, Capuozzo: “Ho perplessità sulle misure. Gli indizi che portano in Tunisia e il modello GB"

15 luglio 2016 ore 13:15, Lucia Bigozzi
“Resto perplesso sul fatto che in occasione di una data simbolica come il 14 luglio non fossero state adottate alcune elementari misure per chiudere una zona che diventa pedonale”. E’ la “falla” che Toni Capuozzo, giornalista, scrittore ed esperto di teatri di guerra, individua nella conversazione con Intelligonews rilevando che “ora il punto è capire chi c’è dietro al lupo solitario ex criminale comune rieducato al fondamentalismo: propendo per l’ipotesi di un commando organizzato” con una serie di indizi che portano in Tunisia. E sui sistemi di prevenzione e sicurezza, invita gli 007 europei a “studiare il modello Gran Bretagna”. 

In premessa un commento alla strage di Nizza ma guardando avanti le chiedo anche come devono reagire i francesi e come devono reagire i musulmani? 

"Intanto è troppo facile dire che era un attentato prevedibile, ovviamente non nel modo, nel luogo, nell’ora, ma il 14 luglio è una data molto simbolica per la Francia ed erano previsti ovunque assembramenti di persone in festa. Io resto sempre piuttosto perplesso di fronte al fatto che non si fossero adottate alcune elementari misure, quali ad esempio delle barriere, tipo blocchi di cemento che vengono usati nei cantieri o durante i lavori, per chiudere una zona che diventa pedonale. Detto questo, adesso credo che il problema più grosso è capire fino a che punto si tratta di un cosiddetto lupo solitario, o se invece si è trattato di qualcosa che risponde alla struttura di un comando più organizzato. Io propendo per la seconda cosa, anche se la figura per quello che viene fuori di questo ex criminale comune che viene rieducato al fondamentalismo, è una figura assolutamente non nuova nella galleria degli attentatori. Io propendo per l’ipotesi di un commando: nel tam tam del web si parla di un commando di almeno sei persone, di cui due a bordo di una motocicletta che avrebbero appoggiato l’azione, e capire se c’è dietro una mente. Molte cose rimandano alla Tunisia al di là dell’origine stessa dell’attentatore".

Nizza, Capuozzo: “Ho perplessità sulle misure. Gli indizi che portano in Tunisia e il modello GB'
Perché proprio alla Tunisia?

"In Tunisia conta moltissimo una figura come quella di Triptani che probabilmente sta in Libia e che però è stato la mente dell’attentato al Bardo e probabilmente anche la mente del sequestro dei quattro operai italiani di cui due morti poi in circostanze mai chiarite poco prima che gli altri fossero liberati. Se questa ipotesi corrisponde al vero, siamo di nuovo di fronte a una cosa che non parte necessariamente con un commando da Rakka, dal quartier generale, ma l’iniziativa di una delle tante filiere, quella tunisina che, ovviamente, ha radici profonde in Francia dove ci sono decine di migliaia di tunisini e tra loro molti fondamentalisti. Tutto questo, farebbe propendere più che al gesto di un lupo solitario, al gesto di un lupo solitario addestrato, preparato, telecomandato da un vera e propria cellula".

Il dato sul quale ci si interroga è il livello di sicurezza in Francia e di preparazione tecnico-strategica dell’Intelligence che da Charlie Hebdo fino alla notte scorsa a Nizza non sembra aver brillato per efficienza. E’ così e perché? 

"Credo che dovremmo chiederci e capire come si sta muovendo la Gran Bretagna, un Paese che ha una vastissima comunità islamica, ha la presenza di predicatori fondamentalisti, ha ormai una galleria di foreign fighters che hanno raggiunto la Siria e l’Iraq e molti che sono tornati. Come mai in Gran Bretagna non sta succedendo niente? Io credo che dal punto di vista del lavoro della sicurezza, dell’intelligence, forse si dovrebbe studiare il caso inglese per comprendere bene come mai la Gran Bretagna in questo momento appare quasi come “un’oasi felice” rispetto alla Francia e al Belgio. Credo che molto sia dovuto al lavoro di prevenzione che naturalmente, non può mai essere una garanzia totale perché ogni società è vulnerabile di fronte a certe modalità di attacco, ma in ogni caso mi parrebbe il caso che i servizi di Intelligence dei vari Paesi oltre a coordinarsi di più, studino meglio i diversi metodi di prevenzione, di indagine, di costruzione della sicurezza, non a fatti avvenuti. Credo forse che rispetto a quanto accaduto in Francia ci fosse anche una sorta di allentamento psicologico della tensione dopo gli Europei, della serie: non è successo nulla, siamo stati bravi. Probabilmente questo è stato lo sfondo psicologico di un allentamento della tensione. Non mi meraviglierebbe che un attentatore sucida con lo zainetto e una cintura esplosiva si facesse saltare in mezzo alla folla, ma che un camion riesca e percorrere due chilometri in una zona che di fatto era diventata pedonale, mi sorprende un po’". 


autore / Lucia Bigozzi
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