Non un vaccino, ma stop a Zika con gli anticorpi ‘buoni’ mutati

15 luglio 2016 ore 14:35, intelligo
di Luciana Palmacci

Non è detta l’ultima parola nella lotta al virus Zika che registra nuovi preziosi alleati. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di ricerca in biomedicina (Irb) di Bellinzona ha individuando un gruppo di anticorpi "buoni" capaci di bloccare l'infezione e altri "cattivi" che invece aumentano la risposta se la persona si ammala. La scoperta, resa nota sulla rivista Science, apre la strada a nuovi test di diagnosi, approcci terapeutici e sviluppo di vaccini. Inoltre descrive per la prima volta la risposta immunitaria umana all’infezione da virus Zika, mostrando che la maggior parte degli anticorpi indotti dall’infezione con virus Zika riconoscono anche il virus Dengue.

Non un vaccino, ma stop a Zika con gli anticorpi ‘buoni’ mutati

Gli anticorpi "buoni" di cui si parla, ha precisato Antonio Lanzavecchia, direttore dell'Irb, “sono capaci di neutralizzare e bloccare il virus non solo in provetta, ma anche negli animali" quindi rappresentano un possibile approccio per la terapia contro il virus Zika per la loro efficacia immunitaria o di prevenzione nel caso di donne incinta. Gli anticorpi "cattivi" invece, ha osservato sempre Lanzavecchia “in chi si è già ammalato possono aumentare e portare a un'infezione letale nel caso contraggano il virus Dengue". Infine i ricercatori hanno anche identificato degli anticorpi utili per effettuare test di screening e individuare chi in passato si è ammalato di Dengue o Zika. Secondo Federica Sallusto, Direttore del Centro di Immunologia Medica dell’IRB: “A differenza dell’ampia cross-reattività osservata nel caso della risposta anticorpale, in questo studio abbiamo dimostrato che i linfociti T sono per la maggior parte specifici per il virus Zika, un risultato questo che potrebbe diminuire il rischio di infezioni severe da virus Dengue in soggetti già immuni per il virus Zika”. 
Ci sono voluti solo 4 mesi per selezionare e caratterizzare più di 100 anticorpi monoclonali diretti contro il virus Zika, isolati dai linfociti B provenienti da 4 pazienti convalescenti. L’anticorpo più potente nel neutralizzare il virus Zika è ora in fase di sviluppo a Humabs per prevenire le infezioni congenite.

autore / intelligo
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