Epifani e Pd: identikit di due pensionati

15 maggio 2013 ore 10:54, intelligo
Epifani e Pd: identikit di due pensionati
Non l’avevano offerta a Giuseppe Di Vittorio. Non era riuscito a conquistarla Luciano Lama. Nemmeno l’aveva messa nelle sue aspirazioni Bruno Trentin. E a Sergio Cofferati avevano fatto capire che non era aria. Per paradosso, però, la prima volta della segreteria del principale partito della sinistra (il Pci prima, il Pds, Ds, Pd poi) appannaggio di un (ex) segretario della Cgil è capitata al primo leader di estrazione socialista del sindacato tradizionalmente rosso, Guglielmo Epifani.
Questo esito, ovviamente, non è dovuto alla estrazione socialista di Epifani e men che meno alle sue simpatie autonomiste e quindi nenniano-craxiane. E nemmeno perché era semplicemente stato alla guida della Cgil. È il suo attuale stato di pensionato della Cgil che lo ha premiato. Perché sul Pd è in corso un’opa, come si dice in gergo borsistico, dei pensionati, che naturalmente si rifanno e sono iscritti al sindacato attualmente guidato da Susanna Camusso. La spiegazione di questo ragionamento è nell’analisi della scomposizione del voto. Secondo l’accurato lavoro del Cise, l’unica categoria sociale in cui alle recenti elezioni ha svettato il Partito democratico rispetto ai concorrenti è stata quella dei pensionati. Tra di loro Pier Luigi Bersani e i suoi hanno raccolto il 37% dei consensi, contro il 25% del Pdl e l’11% dei grillini. Viceversa, tra gli imprenditori, i dirigenti, i lavoratori autonomi, gli operai e i disoccupati ha trionfato il Movimento 5 Stelle seguito in qualche caso, ad esempio gli operai, dal Pdl. Non è vero, quindi, che spostando a sinistra il suo partito Bersani abbia intercettato il consenso dei ceti produttivi e dei giovani. Ha confermato un voto antico che corrisponde a un radicamento sociale dell’intera sinistra, considerato che la più numerosa (e attivistica, non c’è manifestazione sindacale dove non predomini) componente della Cgil è proprio quella dei pensionati. E considerato che anche anagraficamente il voto al Pd è sempre più vecchio. La metà degli elettori del Pd ha oltre 55 anni (e il 32% ha superato i 65), tra i neo-elettori il Pd raccoglie appena l’8% dei suoi consensi e alla Camera è andato peggio che al Senato. Chi ipotizza che la segreteria Epifani possa essere a termine è probabile che, alla luce della scomposizione del risultato elettorale, stia prendendo un grosso granchio. Il Pd è un partito anagraficamente in esaurimento. Dove un pensionato del sindacato che trae ormai forza e fonti finanziarie soprattutto dai pensionati è il leader ideale.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]