Caso Orlandi. Imposimato su Accetti: «Ma quale flauto, ma quale telefonista. L’Amerikano era un uomo dell’Est»

15 maggio 2013 ore 13:52, Marta Moriconi
Caso Orlandi. Imposimato su Accetti: «Ma quale flauto, ma quale telefonista. L’Amerikano era un uomo dell’Est»
«Il raffronto deve essere fatto con la voce che parlava in italiano. Non credo comunque che Accetti sia il telefonista» così Ferdinando  Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione,  ex magistrato che si è da tempo occupato della vicenda Orlandi, prima come giudice istruttore, poi come legale della famiglia. E mentre i magistrati attendono il riscontro per capire se l'indagato era il telefonista che parlava con accento Usa, Imposimato viene intercettato da IntelligoNews, che con lui approfondisce proprio questo punto. Il nodo della perizia fonica. Le verifiche sulla voce di Marco Fassoni Accetti, il fotografo che si è autodenunciato del sequestro, con le voci dell’«Amerikano» e di «Mario». Che ne pensa? «Qui le voci da periziare sono più d’una. Prima una premessa: ci sono le voci dei sedicenti Pierluigi e Mario, ma è stata registrata solo quella di Mario. E poi c’è la voce di uno straniero appunto, quello che citava lei. Il raffronto deve essere fatto con la voce che parlava in italiano, che era un giovane di 16, 17 anni tra l’altro. E’ del tutto inutile e non ha senso il raffronto con la voce dell’amerikano». Perché l’Amerikano era americano, inglese...? «Ma quale americano. Venne così definito impropriamente da Ercole Orlandi, perché questo telefonista  simulava di parlare in inglese. Ma le perizie fatte dagli esperti di Radio Vaticana già hanno chiarito che questo interlocutore era un uomo dell’Est. Lo sapeva?». Ma allora Marco Accetti chi è? «L’unica voce che potrebbe essere raffrontata con la sua è quella italiana, quindi quella di Mario, registrata in casa di Emanuela Orlandi, come ho già detto. Ma io non credo che Accetti sia l’autore delle telefonate, neanche di una  e comunque dovrei interrogarlo per capire. Evidentemente non lo crede nemmeno il Pm: se avesse gli indizi, non le prove, che questo è l’autore delle telefonate, dovrebbe chiedere il suo arresto». Il flauto e il ritrovamento. Non crede neanche a quello? «Sì, dubito anche che quello sia il flauto che dice lui».  
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