BenSfiga, la maledizione lusitana colpisce ancora

15 maggio 2014, Micaela Del Monte
L'aveva detto, aveva avvertito tutti senza giri di parole.  "Da qui a 100 anni questo club non vincerà più una Coppa".

Furono queste le parole di Bela Guttmann, che nel lontano 1962 vinse con il Benfica del grande Eusebio la sua seconda Coppa dei Campioni consecutiva. E la vinse alla grande, battendo il Real Madrid di Puskas e Di Stefano con un prestigioso 5-3. Così l'allenatore ungherese chiese un adeguamento di contratto, un aumento di stipendio che gli venne rifiutato e Guttmann alzò i tacchi e lasciò le sue aquile ancora in festa per la vittoria.

Ma prima di andarsene il tecnico pronunciò quelle parole fatidiche che forse dalle parti di Lisbona ancora riecheggiano nell'aria.

BenSfiga, la maledizione lusitana colpisce ancora
Non sembra un caso quindi che l'anno successivo, il Benfica (ancora di Eusebio),  finì nuovamente in finale e perse contro il Milan di Altafini, poi fu l'Inter di Herrera a strappare il trofeo ai lusitani. Poi, le sconfitte contro il Manchester United del grande George Best e vent'anni dopo la disfatta ai rigori contro il PSV Eindhoven
Al Prater di Vienna nel 1990, invece, fu il Milan di Sacchi a battere il Benfica di Sven-Göran Eriksson in finale, (1-0 con gol di Rijkaard). E la maledizione è andata oltre, dalla Coppa dei Campioni, poi Champions League, è passata direttamente alla Coppa Uefa, poi diventata Europa League: nel 1983 l'Anderlecht strappa la coppa Uefa ai lusitani, poi lo scorso anno l'incredibile e rocambolesca disfatta contro il Chelsea di Benitez in Europa League, fino ad arrivare all'ultima beffa ai rigori contro il Siviglia nella finale giocata allo Juventus Stadium

Qualcuno però credette alle parole di Guttmann, si rese conto che forse quella frase avevano veramente un peso, almeno nell'universo calcistico e lo condizionavano (e condizionano ancora) indipendentemente da tutto. 

Fu così che prima della finale di Coppa dei Campioni del 1990, che il Benfica perse contro il Milan di Arrigo Sacchi, Eusebio, simbolo delle aquile portoghesi, andò sulla tomba del suo vecchio allenatore, e lo pregò di sciogliere il maleficio che incombeva sul suo club, ma fu tutto inutile. Insomma, con la finale di Torino salgono a otto le finali perse. 

La maledizione di Guttmann continua e forse i lusitani dovranno attendere fino al 2062 perché il maleficio cessi...
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