Pensioni, il sottosegretario Zanetti: “Intervento entro qualche settimana. Fare bene ciò che fu fatto male"

15 maggio 2015, Adriano Scianca
Pensioni, il sottosegretario Zanetti: “Intervento entro qualche settimana. Fare bene ciò che fu fatto male'
“Anche i pensionati devono fare sacrifici, come tutti”. La frase di Enrico Zanetti, sottosegretario all'Economia e leader di Scelta civica, ha fatto molto discutere. “Chi legge solo i titoli mi ha frainteso, ma le mie parole erano chiare”, spiega l'esponente del governo a IntelligoNews. E aggiunge: “Io chiedevo i sacrifici solo a chi ha pensioni alte con pochi contributi versati. La legge Fornero? Nel 2011 eravamo in emergenza e abbiamo fatto anche scelte non eque”. 

Zanetti, le sue parole sul fatto che i pensionati debbano fare i sacrifici hanno fatto molto rumore. 

«Le mie parole erano in realtà ben chiare, anche se capisco che chi legge solo i titoli abbia frainteso. Io chiedevo i sacrifici solo a chi ha pensioni alte con pochi contributi versati. Si tratta di chiedere una partecipazione allo sforzo di tutti a chi gode di pensioni sganciate dai contribuiti versati, non certo a chi ha pensioni basse o anche a chi ce le ha alte ma a fronte di molti contributi versati. Poi è ovvio che si è arrabbiato chi ha letto solo i titoli e ha interpretato le mie frasi come un chiedere i sacrifici anche a chi ha le pensioni basse... D'altro canto altrettanto sbagliato è l'atteggiamento di tutti quei politici che dicono di voler restituire tutto a tutti». 

Ma è vero che il governo vorrebbe rimandare la risoluzione della questione a dopo le elezioni? 

«È vero che si può valutare un intervento non immediato ma che arrivi entro qualche settimana, non certo entro qualche mese, al fine di fare i conti bene. Ovviamente l'Europa preme affinché noi rispettiamo la sentenza. Ma noi la rispetteremo, vogliamo solo mantenere l'equità fra i pensionati e fra le generazioni. Nel 2011 eravamo in emergenza, c'era da mettere a posto i conti, questo ci ha portato a fare talora scelte non eque. Oggi la situazione è diversa, i conti sono a posto, possiamo cogliere l'occasione per trasformare la crisi della sentenza della Consulta in un'opportunità per fare le cose in modo più equo, per fare bene ciò che nel 2011 fu fatto male, non per colpa di chi c'era allora ma per colpa del contesto». 

Quindi la vostra posizione è quella di prendere tempo. Qualcuno ipotizza però un calcolo elettorale... 

«Quello che auspica Scelta civica è di aspettare per fare bene i conti, poi vedremo il ministro Padoan e il premier Renzi se invece riterranno di varare un decreto definitivo sin da subito. Preciso comunque che il nostro non è un ragionamento in chiave elettorale. Se avessimo fatto calcoli di questo tipo anche noi avremmo detto di dare tutto a tutti, come hanno fatto gli altri». 

Sui numeri regna un po' di confusione: c'è chi parla di 16 miliardi, chi di 11... Lei ha le idee più chiare? 

«I numeri precisi li sa il ministro Padoan. In ogni caso si parla di circa 5 miliardi per il biennio 2012-13 e di circa 3 miliardi all'anno per gli anni successivi per via dell'effetto trascinamento. Questo, ovviamente, nel caso in cui si decida di dare tutto a tutti, ma come ho detto la nostra tesi non è quella e credo che ormai tutti stiano diventando di questo avviso».
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