Giornata della tiroide: il dottor Manildo spiega come curare la ghiandola in tilt

15 maggio 2015, Orietta Giorgio
Giornata della tiroide: il dottor Manildo spiega come curare la ghiandola in tilt
Milioni di persone in tutto il mondo sono affette da disfunzioni della tiroide… eppure non lo sanno. I sintomi non sono sempre semplici da riconoscere. Come fare a rendersi conto se quel senso di irrequietezza e di nervosismo, l’insonnia o alcuni problemi dermatologici possono essere riconducibili ad uno squilibrio di questa piccola ma importante ghiandola? IntelligoNews ha intervistato e chiesto chiarimenti in merito al Dott. Ettore Manildo, esperto di Kinesiologia applicata. 

Cos'è la tiroide, a cosa serve?

«Oggi sentiamo spesso parlare di tiroide e di problemi legati al suo malfunzionamento. La tiroide è una ghiandola a forma di H o di farfalla situata alla base del collo, dal punto di vista funzionale la tiroide produce ormoni come la tiroxina (T4)e la triiodotironina (T3) che sono sotto il diretto controllo dell’ormone ipofisario TSH. Questa ghiandola riveste un ruolo fondamentale per la nostra salute, infatti è responsabile del nostro metabolismo basale e del nostro accrescimento, in effetti essa ha un ruolo determinante su tutta una serie di fattori: sul consumo di ossigeno, sulla circolazione del sangue, sulla sensibilità del miocardio, sulla termoregolazione della pelle, quindi un suo malfunzionamento può predisporre ad una serie di disturbi molto spesso difficili da decifrare».

Come si può capire se la tiroide è malfunzionante?  

«Come luogo comune si sa che l’ipotiroidismo è responsabile di un aumento ponderale del peso corporeo mentre l’ipertiroidismo predispone alla perdita di peso, in parte questo è vero, ma la stanchezza cronica, le mani e i piedi troppo freddi o troppo caldi, la bradicardia, la tachicardia, i disordini mestruali, la costipazione, la pelle secca, la perdita dei capelli, ecc. possono essere dei campanelli d’allarme ancora più precisi. In qualità di kinesiologo posso affermare, tramite la mia esperienza lavorativa, che molto spesso piccoli sbilanciamenti di questa ghiandola, sia in iper che in ipo, non sempre vengono presi in considerazione dalle analisi del sangue, in quanto quest’ultime non considerano i fattori costituzionali ereditari e si basano esclusivamente su un’anamnesi numerica. Inoltre si è persa l’abitudine, da parte dei medici, di ascoltare il paziente e i disturbi che lamenta. Sarebbe fondamentale imparare a comunicare correttamente».

Quali sono i motivi per i quali la tiroide può subire alterazioni?

«Sono tante le ragioni per le quali questa ghiandola può andare in tilt. I fattori che influenzano il suo funzionamento sono, tra i tanti, l’inquinamento ambientale, l’alterazione del ciclo sonno-veglia, i cambi di latitudine, le preoccupazioni eccessive, i traumi emotivi.Un ruolo fondamentale affinché la tiroide funzioni bene lo svolge lo iodio: la posizione geografica in cui si vive è fortemente indicativa, per esempio nelle regioni interne dell’Italia come l’Umbria, la Toscana e l’Emilia Romagna, l’ipotiroidismo è molto diffuso, perché  si tratta di zone distanti dal mare e quindi poco soggette all’influenza dello iodio»

Il consumo di proteine animali può influenzare il funzionamento della tiroide o si tratta di un luogo comune? 

«Uno dei motivi, forse quello più determinante, che può influire sul cattivo funzionamento di quest’organo, è l’eccesso proteico, cioè l’abuso di proteine di derivazione animale. La tendenza delle nuove generazioni nel frequentare steakhouse, luoghi nei quali si mangia prevalentemente bistecche e hamburger, è preoccupante. L’abuso di alimenti fortemente proteici ha una forte incidenza su quegli organi che si occupano di regolare tutta la cascata ormonale come reni e surrenali, quest’ultimi responsabili sia degli ormoni tiroidei che di quelli gonadici. L’alimentazione svolge un ruolo determinante nel funzionamento della tiroide, la tendenza a non preferire alimenti vegetali, come frutta e verdura, fa presagire un futuro con sempre più problemi legati a questa minuscola ghiandola».  

Come si curano eventuali disfunzioni della tiroide? Occorrono farmaci, interventi chirurgici o basterebbe recuperare uno stile di vita sano?

«L’approccio può essere farmacologico, con l’utilizzo di farmaci classici, oppure di tipo olistico naturale basato sull’utilizzo di fitocomplessi aventi un’azione fitormonica, abbinata ad un corretto stile di vita e ad una sana alimentazione. L’intervento chirurgico è necessario solo in presenza di carcinomi o degenerazioni di noduli potenzialmente pericolosi, oppure quando la tiroide si ingrossa a tal punto da impedire la normale funzione respiratoria».         

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